martedì 11 dicembre 2007

TROPPISSIMA ROBA...

…come disse il poliziotto che arrestò Pablo Escobar quando quest’ultimo, colto in flagrante mentre sguazzava a rana in un container di coca, cercò di fare passare il tutto sbottando "E' una dose minima, per uso personale".
06/12/2007, un sacco di carne al fuoco come dicevamo.
Citazione direttamente da Die Hard 3, quando il cattivo dice a Bruce Willis/John McClane: Simon ordina…
…fatemi gli auguri di buon compleanno!!!
E allora fateglieli a Cozzo, altrimenti quello per ripicca vi trancia con una scivolata killer.
Nello stesso giorno ma di un anno diverso, non in una grotta a Betlemme ma all’interno di una casupola della Saf, veniva al mondo anche il Pidi. Ihihiihihihihih… zzzzzzzzzzzzzzzzz……….
Ma il 6 dicembre è anche la fatidica data in cui un manipolo di temerari parte per la gita sociale, destinazione Praga.
Malesk is back on track, ma soprattutto at work.
Il blog si rianima.
Ready for the report?
Una buona fetta è già pronta e non appena chiudo la pratica vi ritroverete il tutto qua sotto.
Se nel frattempo qualcuno vuole inserire nei commenti i suoi ricordi o avventure, è il benvenuto.
Pronti per cimentarvi con il leviatano?
L'articolo più lungo della storia del blog è qui.
Armatevi di pazienza, un sacco di tempo ma soprattutto tenetevi pronti per fare quattro sane ghignate.
Tenetevi ben saldi alle sedie che vi ospitano davanti al pc, perchè leggerete di cose che voi umani non potete neanche immaginare.
Già alla partenza c’è qualche sorpresa.
A parte il branco di sciamannati che ha detto “Ma perché fare una levataccia verso le 3 del mattino quando posso farmi ospitare da Tato e poi prendere la corriera senza avere preso sonno dalla mattina prima ?”.
Letteralmente dei geniacci, il grande profeta Luigi Contenitore di gas sarebbe lieto di ospitarli nel suo oscuro antro per erudirli su come affinare la loro follia latente.
Manu si è visto spostare una laurea e dunque ripiega (alla grande facciaccia del ripiego! Direi che è un bell’accontentarsi) su Praga.
Il sottoscritto per un bel po’ aveva architettato di darla a bere a quasi tutti sulla sua assenza (riuscendoci) e poi veramente per poco (anche se non per cose di poco conto) risulta davvero assente.
I motori della corriera si stavano ancora scaldando quando si vede il primo litigio.
L’Elisa sale e saluta il consorte.
Elio, dopo una stagione in cui ha potuto far vedere il suo talento di trequartista solo a sprazzi, decide di salire prepotentemente alla ribalta delle cronache.
Al “Buongiorno amore” della sua dolce metà ribadisce con un “C’è un merlo… yeehhh… che vola… yeeehhh… forse voi non lo sapete… quel merlo non volerà mai…”.
Genio non so, sregolatezza tanta e in 20 secondi lei gli mette il broncio.
Cugnaggio tenta la carta a sorpresa per ricomporre la frattura ma il suo “Tanabastalo… Tanabastaloribastalosenzaritorno” non è il quarto asso che ti permette di fare poker ma più o meno un due di briscola.
E’ già tanot che la sua lei non getti sul tavolo il 2 di picche in tutta risposta.
Lui si mette a pisolare e rimarrà catatonico per tutta la durata del viaggio.
A Resiutta sale quel Pulcinella (le dimensioni del naso sono simili) del Taco.
It’s Maria De Filippi time!!!
Mauro quasi si mette a piangere come un ospite di “C’è posta per te” quando scopre che non è lì solo per un saluto veloce prima di andare a fare 6-14 in cartiera, bensì per aggregarsi al resto della combriccola.
Cusic, colto da raptus di immedesimazione in personaggio dei cartoni animati, piazza nel lettore il dvd dell’”Era glaciale”.
Probabilmente la vicinanza del suo gemello opossum Manu gli ha nuociuto gravemente alle sinapsi neurali.
Che cavolo, sono pur sempre le 4 del mattino e la gente penserebbe più a riposare un po’ che a guardare la tele…
L’abbiocco collettivo arriva poco dopo, quando Chiusaforte è ancora lontana e i più si ridestano quando il pullman ha già superato da un bel pezzo il confine austriaco.
Evitato dunque ogni coro all’altezza… sì, avete capito di che paese, quello che paga più per colpe di un terzetto scellerato che giocava qualche anno fa che del gruppo attuale.
Lungo il viaggio qualcuno rischia l’incolumità cercando di collezionare scatti compromettenti dell’allegra banda dormiente.
I flash sbrilluccicano nell’aria e l’incidente diplomatico non scoppia solo perché i sonnacchiosi non hanno forze a sufficienza per aprire le palpebre, figurarsi per far scatenare la viUUUlenza intrinseca e insita dentro loro per l’inopportuno e non richiesto scatto paparazzistico (che non è Ratzinger con una visione xenofoba del mondo. Anche se…).
Il ristoro è molto “al volo” con Save che si diletta nell’affettare salami e formaggio in corsa.
Il maitre consiglia l’abbinamento con una Fink brau da 0,5 litri, produzione Lidl.
Chilometro dopo chilometro la meta si avvicina.
Arrivo in hotel e piazzamento in suite di gran lusso, con attacchi di splendidismo con uno che dice “La mia tv ha più pollici della tua” e si sente ribadire “Sì ma noi abbiamo il bagno più spazioso”
Save, prima di salire, piazza il colpo magistrale e accatasta il contenuto di una cassetta di birra all’interno di una sacca da palestra.
Hai un futuro come contrabbandiere e anche come PR.
Chissà poi che stanza sarà diventata la suite imperiale?
Il passaparola che la stanza verrà adibita a bar ufficiale dell’AS Val Resia è veloce e, soprattutto, efficace.
Il richiamo turistico è notevole, quasi quanto la sete.
Nei momenti di massimo picco ci sono state anche 8 o 9 persone contemporaneamente (più una piromane, che pur di fumare in stanza nonostante il divieto per poco non incendia le tende).
Non tutti però partecipano.
Alcuni optano per la visita guidata del castello, chi per conseguir virtute e conoscenza, chi perché deve seguire coattamente l’anima gemella, magari nel tentativo di farsi perdonare qualcosa.
Prima incomprensione telefonica: squilla il telefono e pensando che si tratti di Smrt parte un “Pronto ?” che neppure la più scafata maitresse di linea erotica saprebbe produrre.
Piccolo problema: all’altro lato del filo non c’è il guardalinee ufficiale, bensì la Bionda che rimane tra l’allibito, lo sconcertato e lo scandalizzato.
Ops… sbaglietto.
Anche se va detto che in altre stanze succede ben di peggio.
Cusic è intento a sviluppare qualche nuova strabiliante teoria che cambierà la storia dell’umanità seduto sul pensatoio regale (ci siamo capiti, devo dire che questa parafrasi mi è uscita proprio raffinata) quando Gianluca interrompe nella “stanza” dicendo che deve assolutamente lavarsi le mani.
Il buon Frankie rimane basito ma incede nei suoi sforzi. Mentali, ovviamente.
Nel frattempo, poco prima di uscire, c’è la magata di uno che lasciamo anonimo (però vi dico che è biondo).
Non appena una ragazza (la sua) in compagnia di un’amica se ne esce con “Noi facciamo tutto quello che fate voi” lui si esibisce in una serie di sillogismi e deduzioni semifilosofiche capaci di mettere in fila Kant, Hegel, Platone, Pinco e Pallino e mandarli tutti a casa con le orecchie basse di fronte a cotanto buon utilizzo della ragione.
Cosa ha elucubrato e successivamente prodotto?
Questa frase: “Ah, sì? Allora io e il mio compagno di stanza (lasciamolo nell’anonimato… come dite? Sarei io? Ma dai…) andiamo a fare la doccia assieme e voi ci guardate. Però cominciate voi”.
Oh my god, un vero maestro all’opera !!!
Prima di cena e del ritrovo con i “castellani”, una piccola equipe si arrabatta velocemente e parte alla scoperta dei malfamati dintorni, per una serie di rapidi aperitivi.
Nel primo locale visitato si possono tappezzare i muri di scritte e, leggendo qua e là, si nota che il luogo è stato meta del pellegrinaggio post campionato anche dell’Edera.
Ogni anno c’è qualche incrocio voluto dal destino con qualche squadra che ha vinto il campionato.
2 anni fa all’Augustiner di Salisburgo incrocio con il Cedarchis (che ha abbandonato il luogo con largo anticipo rispetto alla nostra tabella di marcia), l’anno scorso in un autogrill austriaco sulla via del rientro altro meeting con i cedarchini (e comunque eravamo anche noi campioni in carica) e quest’anno ci siamo messi ad incidere graffiti rupestri sulle pareti dello stesso bar in cui erano passati i giocatori di Enemonzo.
E poi dicono che il Carnico è un campionato minore.
Ma se siamo in tutto il mondo…
E, visti i corsi e ricorsi passati, potrebbe voler dire che il prossimo anno…
No, va bene, mi fermo qui.
Non buttiamoci in pronostici così anticipati.
La guida (non quella turistica, quella degli automobilisti) è molto disinvolta qui a Praga.
Per 20 centimetri (fate voi la conversione prima in foot e poi tramutate il tutto in yarde) qualcuno non perde alluce, polluce, castore, papà castoro, la gang del bosco e via andare, causa sfioro di un guidatore impazzito che brucia un semaforo rosso a velocità alquanto considerevole.
Che si possa schiantare su un palo della luce.
Cena accettabile con Elio che non si è ancora ripigliato, fa strane boccacce e delira.
Ma bravo.
Nel corso del peregrinare notturno Alessio sfoggia le sue capacità di bussola umana.
Conosce solo Carlo Must e Stare mesto, per ovvie assonanze con la sua tanto cara stara minjestra.
La stanchezza del viaggio causa la scissione in gruppi frammentati, c’è chi rincasa prima per la nanna e chi tira tardi, nessuno comunque perde l’occasione di fare la prima conoscenza con Praga by night (non nel senso dei locali, malpensanti).
Ale giocando a biliardo sfiora millemila volte lo strappo del panno verde ed essendo poco ferrato sulle regole getta al vento un paio di partite sostanzialmente già vinte.
Continua con il calcio, ti riesce meglio.
La stanchezza comincia a farsi sentire, Cap e Mauro si assopiscono sul tavolo (almeno non tocca sempre a me questo ruolo. Però com’è che a loro le foto per incriminarli non sono state fatte?) e così, ad un orario più o meno decente, tutti rincasano.
Sulla via del rientro Ale ha il coraggio e soprattutto lo stomaco per mangiare due panini con carbonella (wurstel lasciati talmente a lungo sulla piastra da aver assunto un invitante color catrame) e rondelle di cipolla che ti scordi di avvicinarti a una ragazza se prima non hai fatto i gargarismi con un gallone di benzina.
Il taxista vorrebbe fare il Cicerone, ma la sua offerta non è propriamente quella di condurci a visitare luoghi d’arte.
Gentilmente si declina e, lungo la strada per l’hotel, l’autista sconterà la sua pena dovendo sorbirsi Ale che accanto a lui prova a fare conoscenza con una versione adattata alla Repubblica ceca dello stolvizzano.
Oime sabot.
Ultimo giro di drink prima del rientro in albergo, anche se Ale e Marino vanno a fare i conquistadores (di italiane!) in un disco pub.
Hai capito i furbacchioni…
A colazione non tutti sono presenti per l’uscita con la guida, ma questo era già stato messo in preventivo.
Il presidente, dopo aver rifilato lavate di capo a chiunque l’anno scorso per i ritardi (e l’appropriazione indebita di generi di prima necessità – cioè birra, vino e una forma di formaggio - destinati al paisà emigrato in Ungheria, Santuzzo) si fa beccare in flagranza di reato.
E’ lui che sfora i tempi di discesa per la colazione.
Ahi, ahi, ahi… e infatti i “turisti al seguito” non gliela fanno passare liscia.
Elio schifa un po’ il mondo con una colazione da crucco: uova, pancetta, panino al salame.
Mancavano giusto giusto la frittatona con cipolle, la Peroni ghiacciata da litro ed il rutto libero e poi a posto stavamo.
Ma nemmeno quando si reca in cantiere esordisce con una mangiata tanto pantagruelica.
Disgusto e ribrezzo (magari dovuti allo stomaco che ancora si diverte a fare i giri della morte per qualche sbibitozza in più della sera prima).
A proposito, qua se uno ordina birra arriva il boccale da mezzo, i 33 centilitri non vengono neppure presi in considerazione.
Probabilmente li servono ai lattanti in sostituzione del biberon.
Comunque…
Dopo il giro tra un po’ di monumenti e splendidi edifici storici, si sta avvicinando l’ora del pranzo e del ritrovo con i guerrieri della notte che hanno dilungato un po’ di più la loro permanenza tra le soffici coltri delle brande.
Si materializzano da un bar ed ora, in formazione all star, si va a magnare.
Pranzo c/o “U fleku”, la birreria più famosa della città.
La birra scura, marchio di fabbrica della casa, va giù che è un piacere.
L’orchestrina invece allieta tutti con canzoni tipiche della Repubblica Ceca.
Alcuni titoli riconosciuti dai melomani presenti?
Romagna mia, Azzurro, Que serà serà (whatever will be, will be), eccetera eccetera ma anche ecchecavolo.
Un po’ di rinuncia a lisciare il pelo ai turisti per qualche pezzo locale pareva brutto?
Comunque…
Voci maligne sussurrano che qualcuno abbia anche cercato di passargli gli spartiti di “Non mollare mai” e “Il sogno di un resiano”.
Usciti, ognuno prende la sua strada.
Il maltempo fa prolungare la sosta ber una birretta veloce a ben 2 ore dentro un locale zeppo di slot machines e umanità che sperpera lo stipendio tentando la fortuna.
Dopo la lunga permanenza si trova la forza di volontà per telare e cercare una bella mangiatoia dove zavorrare lo stomaco.
Il fiuto radar è attivo e, superando una zona adibita a set cinematografico (abbiamo visto delle grandi star cinesi. No, non Jackie Chan, i manovali che stavano smantellando il tutto appena sotto il ponte Carlo) troviamo un ristorante non male.
Smrt si pappa 8 etti di costolette di maiale, candidandosi a diventare il sostituto di Homer nella prossima serie dei Simpson.
A birra invece tutti potrebbero puntare a rimpiazzare Barney.
A livello di cibo non vanno tanto lontani nemmeno quelli che si sbranano un enorme stinco di porco.
Non che l’impresa possa bastare a redimerli e renderli degli stinchi di santo.
Appesantito ma con una leggerezza d’animo invidiabile, il manipolo di eroi si rialza da tavola e parte alla caccia di un nuovo locale da conoscere e in cui apporre il segno del proprio passaggio.
Risalita la scalinata che da Malà strana (la piccola città) porta direttamente sul ponte Carlo, individuata la statua di San _ _ _ sotto cui c’è il cane portafortuna da toccare, si opta per un passaggio veloce nel bar più vicino.
Proprio accanto al ponte c’è un posticino che dall’esterno pare niente male, con tanto di mangiafuoco che in precedenza si esibivano all’esterno.
Appena spalancata la porta arriva un cameriere impettito.
Fosse un film di Bud Spencer e Terence Hill verrebbe voglia di salutarlo con un “Ehi, elegantone…” ma è la realtà e magari più di qualcuno pensa “Apperò, che razza di accoglienza. Il servizio deve essere ottimo”.
E invece a Roma direbbero che l’addetto in questione ci rimbalza.
“Sorry, it’s a private party” ci fa e dunque accesso vietato.
Amen, ci si rimette in cammino vedendo se ci riesce di pescare il jolly.
Secondo locale, l’ingresso fa pietà ma Ale è già gasato perché pullula di calcetti.
Ci si addentra nella stanza più grande, decisamente affollata ma non stracolma.
Ci tocca il bis di “Private party” o forse “The bar is full”.
Il senso finale comunque è che non c’è posto.
Ma stica…
Non abbiamo mica facce da galera e ci sono anche delle pulzelle con noi, perché continuano a prenderci a pesci in faccia?
E’ una strana abitudine di questo paese, così come quella di servire patatine fritte e/o crocchette solo come contorno ai secondi e mai come semplice stuzzichino, cosa che a uno che si trastulla in mezzo ai secchi di birra non farebbe certo dispiacere.
Paese che vai usanze (o stranezze?) che trovi, anche se il dubbio che ci abbiano coglionati in quanto turisti comincia ad insinuarsi sottopelle.
Non sanno a che incasso favoloso hanno rinunciato, questi ingenui.
Stiamo iniziando tutti a stufarci, ma basta una rotazione di 180 gradi e… oh, toh… un baretto.
Andiamo, siamo stanchi di cercare e stavolta speriamo che dio ce la mandi buona (come recitava la maglietta che Alessio portava durante lo spareggio sotto quella ufficiale. Smrt integrerebbe con un “E vogliosa”. Sagge parole, figliolo).
L’interno è tendente alla penombra, la clientela e lo staff hanno qualcosa di losco, le sedie sono una diversa dall’altra, qualcuna anche semisfondata (ricordo di qualche rissa?), alle pareti si passa da quadri di buddha a quelli di visnu, con inframezzi di madonne e gesù che porta al pascolo le pecore, qualche vista della città, donne – per così dire – poco vestite, vecchietti e tutto quello che potete immaginare.
Nota a parte per il bagno, sporco come pochi.
La saponetta, che se sfiorata ti passava tutti i tipi di malattie conosciute e probabilmente anche qualcuna ancora da scoprire, era forata e fissata con un filo al muro.
Ma chi credevano l’avesse portata via?
Ma soprattutto…
…cosa puoi fare in un locale del genere se non sentirti a casa (non per le condizioni igieniche e il marasma dell’arredamento, comunque) e fermarti?
Più tardi si contattano via cell gli altri membri “distaccati”.
Ci pensano i novelli Livingstone e Stanley (il sottoscritto e Manu) ad offrirsi volontari per recuperare il gruppone.
Piccoli inconvenienti di percorso incontrati: partenza in direzione opposta a quella corretta e girovagare a vanvera per 10 minuti buoni (ma incontrando 2 graziose figliuole con corna da diavolette).
La tentazione di far spuntare un paio di corna supplementari, stavolta sulle fronti dei loro fidanzati, attrae i 2 ma poi, ligi al dovere, ripartono per portare a compimento l’impresa (anche se sarebbe meglio parlare di titanico sforzo, vista la mancanza di lucidità e senso dell’orientamento specialmente, che li contraddistingueva in quel frangente).
I due poi – in forma splendida più che mai – riescono poi nell’ulteriore capolavoro di non riuscire ad individuare più la bettola di partenza.
Sangue freddo e io me ne esco con un baldanzoso “Aspettate qua che adesso ci penso io”, rapido giro dell’isolato, ritorno con nonchalance e faccia di bronzo: “Manu, tutto sotto controllo… non ho la più pallida idea di dove diavolo siamo!”.
Più di qualcuno trattiene a stento il lancio di improperi e cubetti di porfido…
I due invece si giustificano dicendo: “Abbiamo chiamato Save dicendo di uscire dal locale e mettersi ad urlare, ma non lo ha fatto. Non siamo lontani, se ci avesse ascoltati saremmo già giunti a destinazione. E’ colpa sua.”
Certo, come no. E nel frattempo la marmotta incartava la cioccolata e si sentiva lo stridio delle unghie sugli specchi su cui le “guide” stavano tentando di arrampicarsi.
Sta di fatto che poi Save chiama e si professa 5 metri dietro ai segugi.
Proprio due bei bracchi da caccia. 2 braccobaldi semmai.
Dentro in bar, finalmente!
La baldoria è ben avviata e nascono svariati pezzi d’autore.
Marino conia, in riferimento ad un collega/concorrente di lavoro, la dicitura “Piccolo uomo, grande canaglia”.
Quando l’oste della losca bettola constata che l’incasso (record, ovviamente) è stato raggiunto, sbatte tutti fuori e non dimostra neppure un briciolo di pietà alle supplichevoli richieste per un ultimo giro.
Soli, al freddo e al buio, non ci resta che vagare come dei raminghi alla ricerca di un ospitale rifugio.
Magicamente appare il bar del “Divadlo” (o teatro dei passi perduti, come è anche conosciuto dai praghesi).
Che il riferimento fosse a quelli fatti a vuoto precedentemente da 2 storditi a caso?
Bisogna affidarsi all’orologio del quartiere ebraico per rimettere le cose a posto.
Questo infatti ha le lancette che girano in senso antiorario.
Un possibile strumento magico per recuperare il tempo perduto?
Chi lo sa, ma parrebbe di sì.
All’interno si sfiora l’ossimoro tra la nostra presenza e quella di svariati intellettuali che dialogano dei massimi sistemi o dell’ultimo spettacolo visto nel prospiciente teatro.
E’ anche vero che ci sono 2 attempati e non proprio belli a vedersi signori che si accompagnano a delle donzelle di facili costumi ed esose tariffe.
Vista la quantità di alcol presente nelle loro vene, c’è il dubbio quasi certo che i 2 andranno in bianco rimanendo al verde.
E bravi i vecchi marpioni.
Sulle note di “La notte è piccola per noi, troppo piccolina” si decide di tirare avanti e attendere l’apertura della metrò (ore 5) a zonzo.
Un gruppetto di instancabili punta così la discoteca che si eleva vicino al ponte Carlo.
Facendo la coda Cusic si imbatte in un triestino…
Ma si può?
All’interno si punta ai cocktail cercando l’effetto devastazione, ma ne sanno fare 4 in croce.
Situazione senoritas.
C’è una cinesina notevole e piuttosto discinta che balla vicino ad un ragazzetto svampito.
Impossibile che sia la sua ragazza e comunque il tipo è un pollo, perché nonostante lei si balli e dimeni come si deve, lui le rimane minimo minimo a mezzo metro.
Ahi, ahi, ahi… FESSACCHIOTTO!!!
Smrt si fa tentare dall’idea di smontarlo completamente, senza mettergli le mani addosso, bensì con un semplice affiancamento per sussurrargli nell’orecchio “How much?” (“Quanto l’hai pagata”, per capirci) e umiliarlo definitivamente.
Ormai si è fatto 30 (o meglio, le 5:40 del mattino), tanto vale fare 31 visto che la sala per le colazioni apre i battenti alle 6.
Un bar dalla clientela malfamata accoglie 4 viandanti che, incredibilmente, non sono neppure minimamente inebriati dalla moltitudine di consumazioni fatte.
Tra una birra e una becerovka, una becerovka e una birra, il tempo passa in allegria.
L’ingresso nella hall dell’albergo è di quelli trionfali, con “All’alba vincerò” in sottofondo.
Seduti ad un tavolo ci sono altri desperados, tutti con origine Solbica Beach.
Colazione easy e molto salutare: tè verde che fa molto monaco zen e paninazzo con salame che fa molto trucidone germanico, mancava solo il calzino bianco in bella evidenza sopra le birkenstock.
Concluse le libagioni e dopo 24 ore di scorribande, finalmente si gettano le stanche ossa su di un materasso.
Smrt rientra in stanza con Cusic, aggredisce un dormiente Gianluca e gli intima questo perentorio comando: “O canti con noi o ti pesto” ed i 3 si mettono ad intonare cori a squarciagola, in attesa del debutto ufficiale sabato 15 in quel di Venzone.
Poche ore dopo invece uno che non arriverà a compiere il suo prossimo compleanno a causa delle 8000 maledizioni ricevute furta la famiglia Signorelli di una serie completa di cristalli di Boemia.
Che il tuo fegato possa rifiutare la birra in eterno e, anche se non si tratta di specchi, che la refurtiva ti vada in mille pezzi procurandoti una caterva di anni di guai.
Ore 10:00 o 10:30 suppergiù (ma il fisico di qualcuno le percepiva più o meno come le 8:35, o 300 secondi di orologio dal momento in cui si era coricato).
Non chiamate al telefono chi ha fatto un super after di 24 ore e si è coricato da poco.
Nell’ipotesi migliore non vi risponde, ma se gli gira male potreste udire una voce cavernosa che risale le scoscese pareti di qualche canyon infernale e vi dice: “Buongiorno un cazzo!”.
Tubal (e non nel senso del servo dell'avaro Shylock nel "Mercante di Venezia" di Shakespeare), ma proprio di contrazione di un anglicizzato “Due palle”.
L’alzata dal letto, con sentiti ringraziamenti per il supporto alla ditta Midolini, avviene verso le 13.
Si recuperano gli ultimi assonnati (Cusic e Smrt), camminata verso la prima fermata del metrò e destinazione centro.
Alla stazione di discesa, dai finestrini del vagone, si nota una splendida ragazza (il livello di volgarità rischiava di diventare un po’ troppo altino se dicevo gran bella gnocca. Ops, ecco… Ci sono ricascato!) ed in stereofonia si sente un “Oh, mio dio” (più o meno) come eloquente commento alla bella presenza apportata dalla suddetta signorina.
Prima colazione quando le 14:30 sono superate già da un po’ con un hot dog.
Il problema è che un alimento del genere causa secchezza delle fauci ed incremento della sete e quindi ci si cimenta in una tenzone nuova e innovativa.
Esatto! La caccia al bar.
Lungo il cammino incontriamo uno che passeggia tranquillamente con la maschera di Fantomas.
Le cose sono due: o in 8 abbiamo avuto la medesima allucinazione (non impossibile, però alquanto difficile) o il tipo era fuori di melone.
Leggermente inquietati proseguiamo.
La scelta cade su uno jazz bar, dallo stile desueto ed impregnato di nicotina.
La classica vecchia stamberga che si confà alle nostre esigenze e tanto ci piace.
Solo che… già, già.
Tavoli riservati anche qui e non per il pranzo ma per l’ennesima festa privata.
Alle tre del pomeriggio?!?
Vabbè che è sabato, ma questi praghesi paiono un po’ troppo festaioli.
Si decide allora di tirare a casaccio.
Qualcuno confonde una libreria per un bar, ma giusto sul lato opposto della strada c’è la risposta ai nostri problemi.
Non appena varcata la soglia pare un luogo X, ma avuto accesso alla saletta e notato lo sfarzo qualcuno commenta con un “Qui ci pelano”.
La cameriera passa per le ordinazioni e sciorina una lunga serie di prodotti tipici che secondo lei dovremmo provare.
“Becerovka”
“Check, abbiamo già dato. Vuoi che al terzo giorno in quel di Praga non ci sia già stato l’assaggio di qualche bicchierino?”
“Assenzio con lo zucchero”
“8 birre, per favore. Grazie”
“Assenzio fiammato”
“What? Interessante. 8 birre, comunque. Grazie”
“Sicuri sicuri?”
“Claro que si. 8 birre cortesemente. Grandi, si capisce”
Lei se ne va mestamente ma ormai il dubbio lo ha insinuato.
E così, quasi timidamente (ma dove?) si sente: “Certo che siamo qua… Chissà quando avremo l’opportunità di riassaggiarlo. Ma sì, sbaliniamoci”.
L’entusiasmo è contagioso e i più decidono di competere anche in questa prova.
It’s assenzio time.
Sembra di stare in fonderia da Pittini, fiamme che si elevano da ogni parte e la cameriera che tratta i bicchieri come fossero gli alambicchi di un alchimista.
Già la preparazione ti inquieta e capisci che il prodotto ti tirerà una bella botta in testa dopo averlo ingurgitato lungo il gargarozzo.
L’elisir della fata verde, il miglior amico di tutti i poeti maledetti è qui.
E piano piano invece è a picconare i fegati di 5 fin troppo baldanzosi resiani.
Buon prodotto e notevole rituale per il servizio, nonchè di iniziazione.
Lungo la via si scopre che Manu è titolare di un locale nelle terre boeme.
“Chinese Restaurant” è una scritta emblematica ed esplicita, deve trattarsi di un locale assai lussuoso, non può essere di certo un banalissimo ristorante cinese.
O forse sì?
La sera prosegue con una cena dentro un palazzone di rappresentanza, una specie di filiale del comune di Praga stando alle parole della guida.
Esterno sfarzoso, interno decisamente deludente rispetto alla premessa.
Sta di fatto che quando il cameriere serve la Becerovka come aperitivo una signora di cui lasceremo anonima l’identità, dopo la degustazione commenta con un sagace “Questa cosa qua ti apre tutti i buchi”.
Noblesse oblige, ma più che altro oblio in procinto di tagliare il traguardo nelle menti di più di qualcuno.
A Vladi viene richiesto di autografare una cartolina destinata ad una nonnina su cui compaiono già le seguenti firme: Jessica, Anna (con accanto precisato LA MIA AMICA), Patty (MIA CUGINA) e lui cosa ti inventa?
Piazza il suo soprannome storico, cioè Smrt e accanto diligentemente specifica la traduzione: LA MORTE.
Yeah man, bomboclat!
Si conclude con un po’ di digestivi locali, gli stessi che erano stati offerti come aperitivo.
Un prodotto buono un po’ per tutte le occasioni, stagioni, ubriaconi e via di questo passo.
Giovanni poi ha intenti bellicosi e grida, da buon comandante della ciurma, “Adesso vi porto io in un bel locale. Avete presente le catacombe? Ecco, più o meno lo stile architettonico è quello.”
Ma dopo un tot di becerovke a fine pasto nulla può fare paura al gruppo di spavaldi resiani e dunque via, tutti al seguito.
L’atmosfera è nebbiosa, i sensi annebbiati, il ritorno si fa imminente.
A nanna più o meno presto (chi alle 2, chi alle 3 o poco più) perché la mattina dopo si riparte.
Tutti sono puntuali (a parte qualche ragazza che si dilunga con il trucco), ma la tempistica è sostanzialmente rispettata.
Sul bus tanto silenzio e facce provate dalle battaglie campali dei giorni precedenti.
La giornata è uggiosa e umida.
La visita a Cesky Khrumlov è utile per ammirare il paesello ma anche per l’acquisto dei souvenir.
Niente sfere che se le rovesci scende la neve o soprammobili che finiranno immancabilmente nel fondo di qualche cassetto al rientro, bensì qualche bella stampa, boccali, bottiglie di liquore, stecche di cicche e qualche birrozza locale.
E poi via, dritti (o quasi, nel senso che si è fatta qualche sosta e non che eravamo piegati dall’alcol) fino a casetta.
O, come nel caso di qualcuno, a vedere i gol della serie A in bar da Tato.
Game over, finalmente...

venerdì 30 novembre 2007

O CAPITANO, MIO CAPITANO...


…preparati a soffiare forte sulle candeline.
Il desiderio usalo bene, perché sai che riceverai comunque in regalo il classico pettine infiocchettato, l’inevitabile tubetto di gel, la piastra lisciante.
Ci conosci, siamo un po’ carogne nel profondo.
Non possiamo nemmeno prenderti le scarpe da calcio nuove, che quest’anno un singolo paio è finalmente riuscito a sopravvivere per una stagione intera.
E che stagione!
Tieniti pronto per la prossima e nel frattempo AUGURONI.

martedì 27 novembre 2007

MEA CULPA SCARA

No, il titolo non contiene errori di battitura.
Non dovevo scrivere nessun "Mea culpa cara" ad alcuna senorita muy bonita.
E' che tra una cosa e l'altra mi sono lasciato sfuggire sotto il naso il compleanno di Claudio Scaravetto (o ScaraveNto, come lo chiama quel suo collega di reparto difensivo biondo).
Ecco cosa ho sulla coscienza.
Per cui, seppure in ritardo, tanti auguri per i suoi 41 anni a Claudio, da Cividale con furore (agonistico).
In chiusura un aneddoto, giusto per farvi capire che squisita persona sia.
Fine dello spareggio Val Resia - Rigolato, esterno degli spogiatoi.
Il presidente lo blocca e gli fa: "Vist che roba? Sei venuto l'anno scorso e in 2 anni prima hai vissuto una promozione con la vittoria del campionato e adesso questa incredibile salvezza. C'è gente che in una vita non ne ha avuto modo. E poi significa che porti fortuna. Ti tocca rimanere a giocare anche il prossimo anno".
La risposta di Scara?
"Fosse per me farei la firma anche per i prossimi 3 anni, ma poi chi la sente mia moglie?"

martedì 13 novembre 2007

LA FEBBRE DEL SABATO SERA

Sopravvissuti al giorno del giudizio non si può che puntare ad uno dei piccolo grandi motivi che ci danno la forza di andare avanti quotidianamente: il sabato sera.
Sabato 17 (scampata la possibile e nefasta coincidenza di questo numero con il venerdì) non sarà un sabato come tutti gli altri.
E’ tempo di celebrazioni e quindi di una GRANDE FESTA.
Quando? L’abbiamo già detto ma non costa nulla ripeterlo.
Sabato 17/11/2007
Dove? Presso le ex scuole di San Giorgio
Si inizia alle... ? La squadra si ritrova per la cena alle ore 19:30, mentre la festa vera e propria apre le danze alle 22.
Cosa c'è in programma... ? Diverse sorprese, tutte top secret naturalmente. Venite e vedrete
Si finisce alle… ? Bella domanda… Direi tardi, molto tardi.
O se preferite presto, molto presto. Inteso come al mattino presto.
Sicuramente sarà arduo trovare qualcuno che invita la gente ad andare a nanna.
Dress code: gradita la camicia alla Tony Manero oppure il kilt alla Andrea Molaro.
Ma se venite con la prima cosa che trovate nell’armadio va bene lo stesso.
Per le “signorine” scollatura vertiginosa apprezzata.
Qualcosa da raccontare evidentemente c’era.
Resoconto rapido ed indolore, ma soprattutto incompleto.
Da quel che i circuiti bruciati della memoria hanno conservato nei ricordi:
aperitivo con la partita della nazionale, smadonnamenti al gol negato a Di Natale e ulteriore elencazione di santi accostata ai peggiori epiteti quando la Scozia pareggia in offside.
Esultanza e baraccata di gioia quando PanuZZi con somma arroganSa e sfoggiando il suo Rolex infila la capocciata della vittoria.
Il suddetto terzino romanista se ne va poi sgommando con la sua FerrEri.
Che tempi quando a “Mai dire gol” trattavano ancora di calcio.
Dopodichè…
Si obbligano a sfollare tutti gli “abusivi” ospitati durante il corso della partita.
Dal fischio finale il salone delle ex scuole è posto sotto sequestro dall’AS Val Resia.
Art director la Francy, che addirittura propone le tovaglie della tavolata coordinate con i colori sociali.
Dramma in atto: la spina non è sufficientemente raffreddata e la birra “fa” molta schiuma.
Qualcuno commenterebbe con un sagace “UOH”…
Ci pensa il mastro birraio Save a regolare i delicati meccanismi e a risolvere l’intricato problema.
Si propone il conferimento di una laurea honoris causa in ingegneria, consegnata dalle candide mani di quel sommo luminare quale è il Profeta (assente ingiustificato, ma manda in avanscoperta il fratello dalle colt lubrificate quanto il suo gargarozzo)…
All’interno c’è anche la mostra di un artista contemporaneo, le cui quotazioni sono in fortissima ascesa.
Ranieri ha fatto pervenire le foto dello spareggio, Paolo le ha messe in stampa ed esposte su numerosi pannelli.
Ci sono molte new entry che integrano quelle che lo stesso Ranieri aveva messo in anteprima sul suo sito (che, per chi non lo sapesse, è http://fotorf.spaces.live.com).
Voto? 10, senza margini di discussione.
Impossibile non (ri)emozionarsi davanti a certi scatti.
Ferruccio presente.
Dà buca a George Clooney e Matt Damon, abbandona il manzoniano ramo del lago di Como (e l’officina dei fratelli) e sale a Resia.
Nelle occasioni che contano (vedi spareggio) non manca mai!
Pidi assente, è in attesa della costruzione della TAV Bordano – Tarvisio – Resia.
Sta inoltre preparando una lettera di vibrate proteste nei confronti della Saf, azienda che pur fornendo 3 figure di notevole importanza ai rossoblu (ordine sparso: ds, mister, presidente) non istituisce corse notturne verso Resia.
Toppano al suo arrivo è marcato ancor più stretto che non dagli avversari in campo.
Che centrino qualcosa quelle bottiglie di vinello doc che porta in dono come un Babbo Natale in anticipo sulle scadenze?
Altro ingresso festeggiatissimo è quello del Baba, che ovviamente si occupa di tenere d’occhio quello scavezzacollo del suo pupillo.
Cusic si comporta egregiamente e non delude il maestro.
Willy decide di fare il bravo e porta con sé il pargolo Joshua a tenerlo d’occhio.
Voci di cui non si conosce l’esatta attendibilità affermano che a una certa ora il piccolo ordinasse gin tonic.
Sarà vero?
Di certo c’è che la Francy ormai non si stacca dall’amaretto di Saronno.
Chiediamo una sponsorizzazione per il prossimo anno?
Altro che ha visto lungo su quanto sarebbe potuto capitare durante la serata è Gjova Goi, che da buon difensore si protegge dagli assalti di chi offre giri anche grazie al supporto della piccola Martina.
Quando arriva il Mimi tutti sanno che il finale della sua serata è già scritto: divano da Cap!
Non servono a nulla i tentativi da buon samaritano del Taco che cerca di dissuaderlo.
Il mister arriva in ritardo, con le porte già “sprangate”, ma comunque non viene lasciato al freddo al gelo.
Unica nota negativa: l’assenza di Mac Molaro, che non si è visto.
Peccato, Highlander era atteso da tutta la “banda”.
Nel frattempo c’è chi si diletta con qualche succo al luppolo e chi con lo spritz aperol.
A mettere d’accordo tutti è l’arrivo della cena.
Grigliata mista a volontà per tutti.
Dolce conclusivo: fagiolata, apprezzatissima.
A fine turno si unisce alla festa anche Manu, reduce dalle fatiche (?) lavorative.
Alle 22 i battenti del salone aprono al pubblico.
Se venisse applicata la legge dell’anti trust correremmo seri guai, perché l’unico bar nel raggio di un chilometro è chiuso e dunque deteniamo la gestione dell’unico locale di San Giorgio in cui si possa fare cagnara durante la notte di sabato 24 novembre due James Bond (zero zero sette, no? Orrenda, I know… mai quanto chi sapete voi, però).
La folla inizia a riversarsi tra le mura delle ex scuole e i baristi hanno le loro belle gatte da pelare.
Alcuni giocatori del Rigolato, con cui è scattato un bel gemellaggio in seguito alla conclusione dello spareggio, sono costretti a dare forfait ma inviano comunque un sms di saluto e buon divertimento a tutti.
Non possiamo certo deluderli ed allora avanti con la festicciUola.
Ad un certo punto il Pres interviene, blocca la musica e chiama tutti a raccolta.
Formalmente annuncia la consegna di un premio al mister (che ci sarà) ma invece…
… colpo gobbo e consegna (graditissima!) di una splendida targa al sottoscritto.
Ragionando a freddo (o forse è il caso di dire da sobrio?), l’unica nota di dissenso riguarda CHI ha consegnato il premio.
Niente da eccepire sulla figura istituzionale di The President, ma avrei preferito una valletta.
Comunque, ringrazio e riverisco.
Tocca poi al mister, il quale riceve un quadro con alcune delle immagini più belle di questa stagione.
E’ il suo turno di ringraziare ed anche di comunicare che conferma la sua volontà di lasciare dopo 3 anni di intense emozioni in quel della Valle per eccellenza.
Concluse le cerimonie formali, riprendono le celebrazioni.
Come dicevano i Daft Punk un po’ di anni fa: “Celebrate… It’s not too late… One more time!!!”
Si abbassa allora la musica che pompa dalle casse e si sprigiona la melodia della Resiana.
Si può rimanere fermi?
Claro que no senores y senoritas, dunque tutti in pista a ballare.
Altro che i rave degli impasticcomani, queste sì che sono feste.
Tra una “donzia” e una birra… ecco, come dire…
…sì, insomma, è chiaro no…
…o quantomeno comprensibile…
…come cosa?
…che, sì, tutto tutto non te lo ricordi…
…no, ma è perché parli con uno, bevi una cosa al banco, scherzi con l’altro, ascolti un po’ di musica, bevi una cosa al banco, rimiri le donzelle, bevi una cosa al banco, esci a prendere una boccata d’aria, bevi una cosa al banco, bevi una cosa al tavolo…
…risultato finale: su quel tavolo ti ci addormenti!
Un ringraziamento in chiusura alle 8352 persone che ancora continuano a fermarmi dicendo: “Sono in possesso di scatti che ti ritraggono. Scatti compromettenti, intendo.”
Penso che a breve anche i bimbetti ottenni se ne usciranno con affermazioni simili.
Ormai mi basta sentire l’incipit della frase che so come verrà portata a termine.
Grazie, vi voglio bene.
Beh… bene…
Parole grosse, diciamo che vi stimo moltissimo.
Delinquenti!!!
PS nota di biasimo per le donzelle: e le scollature vertiginose? Dov'erano?
E tralasciamo la questione trono, per questa volta!
Chi invece, tramite i commenti, vuole integrare le vicissitudini di quella mitica serata è il benvenuto!

sabato 10 novembre 2007

JUDGEMENT DAY

Il giorno del giudizio è finalmente arrivato!
Niente catastrofi o apocalissi di sorta all'orizzonte, semplicemente vengono svelati i risultati del sondaggio indetto durante l'ultia partita casalinga stagionale per eleggere i migliori dell'anno.
Roviniamo subito la sorpresa (o riduciamo l'attesa?) alle signorine, spifferando gli esiti della conta per il "GIOCATORE CHE ENTRO FINE ANNO DEVE ASSOLUTAMENTE FARE UN CALENDARIO".
Se po scoppiano liti familiari o incomprensioni di coppia... ragazze ve la siete cercata!
E comunque Maria De Filippi è sempre ben disposta ad accogliervi in studio per parlare dei vostri problemi relazionali.
Si parte (e 69 schede da controllare non sono poche)!

Posizione 7 (è un pari merito corposo)
NON LO SO (quando si dice avere le idee chiare)
NESSUNO (grazie per la stima. O sarà stata qualche compagna gelosa?)
TUTTI (forse votato dalla stessa persona di prima che si è pentita?)
IO (che non vuol dire io Malesk ma qualcuno che inizialmente voleva autovotarsi ma poi la timidezza ha prevalso ed ha optato per un più anonimo "Io", per l'appunto)
FERRUCCIO (a proposito di pari meriti corposi...)
MARINO (Marcellino se l'è presa perchè non è stato inserito all'interno del voto. Al limite farà il calendario da tavolo, se prima non licenzia il buon Marincilec per ripicca)
ZANO (con la bici)
IL TACO (NB nella sua scheda era precisato a lettere maiuscole: COL NASO NUOVO)

Posizione 6 (e i pari merito qui sono proprio... 6)
LA PATTY (subito la pietra dello scandalo. Ma cosa ci fa in questa votazione al maschile? Troppo alcol a volte fa male)
IL MISTER (NB anche qui in una scheda c'era una aggiunta: IN COMPLETO SADOMASO. Non possiamo mica realizzare un prodotto VM18? Oppure erano queste le aspettative delle donzelle? Mah, valle a capire...)
SERGIONE (NB anche qui riporto l'aggiunta fatta accanto alla nomination: NON E' UN CALCIATORE MA E' UN FIGO)
SMRT (il Rocco della Val Resia non poteva mancare)
TONI (si spera che la Francy lo abbia votato)
ALESSIO (la donzia fa breccia anche nelle preferenze delle resiane)

Posizione 5 (lo scalino del parimerito qui è meno affollato, in 2 si dividono lo spazio equamente)
SAVE (il marcatore più ossigenato del Carnico è uno che si nota, grazie alla capigliatura. Come dite? E' biondo naturale? Ops. Del resto come non ricordarsi le parole del buon Ronz "Saverio, hai i capelli gialli come... come... come... una polenta!" Futuro testimonial di dentifrici, sempre bendetto dal buon Luciano da Solbica "Madonna Madotto, ha i denti bianchi come... come... come... un cinghiale!")
GIOVANNINO (ragazze, occhio che il Generale Lorenzi è gelosa e picchia)

Posizione 4 (rimane giù dal podio un terzetto)
MOLARO (se si votava dopo lo sfoggio del kilt, tutti potevano concorrere al massimo per il piazzamento al secondo posto)
MANU (non ha ancora il ciuffo ribelle e spezzacuori del babbo, ma il ragazzo si piazza bene al suo debutto)
MALESK (Chi è costui?)

Posizione 3 (si entra in zona medaglie)
MAURIZIO (non riesce ad ottenere lo stesso numero che porta in campo, ma sicuramente può gioire per gli apprezzamenti ricevuti. Per lui, come commento supplementare ad un voto, un VE' come dire che per gli altri non c'è storia. Mauri, adesso devi solo trovare chi lo ha scritto.)

Posizione 2
MAURO "THE KING" BORTOLOTTI (incredibile, non è al primo posto e per questo già grida al broglio elettorale. NB tra i commenti figura un "VESTITO" che sembrerebbe condurre tutte le ipotesi verso la sua consorte, Patty "The Queen" Zanetti)

Posizione 1 (surprise, surprise...)
SIMONE COZZO (gli exit poll e gli intenti di voto del popolo del blog lo davano come strafavorito ed infatti non delude le aspettative. Ma... c'è un altro che ha pareggiato la sua performance!)
ELIO MADOTTO (il talento del fantasista gli serve per piazzare il colpaccio a sorpresa e, da buon outsider, vincere con Cozzo questa classifica!)

Proviamo lentamente a progredire in serietà, ma neanche tanto visto che si elegge ora il GIOCATORE PIU' SIMPATICO

Posizione 8
TUTTI (per il commento, vedi alla voce omonima del sondaggio precedente...)
IO (idem come sopra...)
POLA (che speravo di arrivare che un po' meglio)
SPAGGIARI (una meteora di passaggio, non abbiamo potuto conoscerlo al meglio)
CONTE (cosa? Quella sagoma di Conte solamente ottavo? Questa è un'eresia bella e buona) SERGIONE (qualità e quantità)
MARINO (Marcellino però non rideva tanto quando doveva andare a cercarlo per i bar)
MOLARO (Braveheart è sbalinato forte, vi basti questo)

Posizione 7
GIOVANNINO (questo ragazzo è molto malato. Non prende le sue medicine al mattino in maniera deliberata. Sììì, tu non stai bene… e hai quella bella camicia bianca che si allaccia sulla schiena)
SMRT (numero di battute inversamente proporzionale alle presenze in campo: infinito)
THOMAS (parla, parla, parla… E risulta anche in grado di uscirsene con simpatiche battute. E sapeste quanto risulta simpatico ai carrozzieri e ai concessionari. Battutaccia, lo so...)
TOPPANO (dentro e fuori dal campo ignora cosa sia la parola banalità. Da un momento all'altro può ribattezzarti Stevie Wonder...)
MIMI (nooo, lui non è simpatico. Lui è “ORRENDO”, mettetevelo bene in testa)

Posizione 6
MAURI (sembra cheto cheto. Appunto, sembra)
TONI (avrà obbligato la famiglia a votarlo. Poveri bambini, costretti pur di non rimanere a secco di Playstation per un mese. Queste cose non si fanno)

Posizione 5
ALESSIO (è spassoso, ma molto spesso le sue battute sono in stolvizzano stretto, perciò per cogliere completamente il suo sense of humour serve dotarsi di un buon dizionario. Oppure inghiottire 3 o 4 bulbi di strok)
TACO (più che scherzare, tendenzialmente sfotte gli amici. Però è talentuoso nel farlo)

Posizione 4
BORTOLETTI (probabilmente punta a monopolizzare un po’ tutte le classifiche, da buon egemone)

Posizione 3
CAP (vuoi che il leader della squadra non si distingua anche fuori dal terreno di gioco? Questi ragazzini “sprovveduti” hanno bisogno di una guida)
CUSIC (sarà anche simpatico, ma ha stufato per tutte le volte che ha attaccato bottone con “Ti ho mai raccontato di quella volta che ho fatto doppietta in Coppa Carnia con il Tarvisio?”)

Posizione 2
ELIO (scende di un gradino rispetto ai calendari, ma non abbandona le posizioni d’alta quota)
MANU (Ha iniziato quando è entrato sul risultato di 1 a 0 per il Cavazzo nella prima partita ufficiale, con un “Ma è possibile che vi mettete sempre nei casini e poi tocca a me risolvere tutto?” e da allora non si è più fermato)

Posizione 1
SAVE (deve essere una dote di famiglia, sta di fatto che il signore incontrastato di questa voce è ancora un componente della famiglia Madotto. Come ripete qualcuno “Siamo sempre la Maggioranza”. Piccolo dettaglio: in ogni posizione del podio c’è un rappresentante di Gniva. No, così, giusto per dire, eh…)

Che fatica stillare queste classifiche.
E’ il tempo di prendersi una pausa e approfittare per vedere chi è stato LO SPIRITO DEL CHIOSCO, cioè colui che si è maggiormente distinto nei dopo partita e nelle varie feste.

Posizione 7
OTTIMO (sì, ok. Definizione che calza a pennello, ma non era richiesto di trovare un aggettivo)
IO (prima o poi scopriremo chi sei e ti riempiremo di mazzate, dannato edonista)
VIVA IL TIFO DI RESIA (non c’azzecca molto come voto, ma come non concordare cdon l’affermazione?)
GIANNI (NB viene specificata la modalità BRILLO)
MARINO (guardate un po’ chi lo segue…)
MARCELLINO (finalmente il giusto tributo alla spalla di Marincilec. Chi sarebbe stato Ollio senza Stanlio, Qui senza QuoQua, la pizza di Cussic con i funghi ma senza i wurstel – quando ne ordinerai una differente? -, Luis senza Bombola… )
ADRIANO (NB altra aggiunta di dettagli NON QUELLO DELL’INTER MA QUELLO DI STOLVIZZA)
MAURI (tanto per proseguire con la colonia di Solbica NB viene scritto a fianco 6 FIGHISSIMO)
NOI CHE PICCHIAMO IL MISTER IN COMPLETINO SADOMASO (what?!? Chi l’ha prodotto deve avere una mente molto malata. Oppure aveva alzato molto il gomito. O è la stessa persona che lo ha votato per il calendario)
PAOLO E ALTRI (chi è mai questo Paolo? Sarà il Taco? Sarà il presidente? E chi saranno i fantomatici altri? I misteri raddoppiano e si infittiscono. Avremo mai la risposta?)
GIOVANNINO (e il suo alter ego schizofrenico del profeta)
ALESSIO (qualche birretta aiuta a coreografare nuovi passi da testare poi nelle “donzie” con il folklore)
MARCO (anche qui nebbia agli irti colli sulla reale identità. Cafol? Valente? Pazzo? "Nonno" Micelli? Ci rivolgiamo a “Chi l’ha votato?”)
TACO (è così in basso solo perché in pochi lo seguivano lungo la scellerata via di ZamPub dopo allenamento)
I TIFOSI (le casse del chiosco li ringraziano sentitamente e indistintamente)
FRANCY (e se solo avesse avuto a disposizione una bottigliozza di amaretto, avrebbe preso il volo in questa classifica)

Posizione 6
IL PRESIDENTE (che al chiosco tiene d’occhio il fatturato domenicale, ma soprattutto le condizioni dei suoi giocatori)
ELISA (che al chiosco tiene d’occhio il fatturato domenicale ed ignora le lamentele del presidente che le dice di smettere di distribuire Paulaner ai giocatori)
CUSIC (che al chiosco ordina una cassa delle suddette Paulaner)

Posizione 5
TONI (necessariamente in classifica, per la dedizione con cui doveva attendere la Francy per ricondurla al tetto coniugale dopo una domenica di intenso smercio bibite dietro al bancone)
SAVE (a Ferragosto viene avvistato per un after di circa 12 ore dietro al chiosco prestato da Faccin. Il fegato ringrazia sentitamente)
MALESK (si vede che il ruolo del giullare mi riesce discretamente bene)
MANU (avvantaggiato dal costante appoggio dei suoi compagni di scorribande Daniele e Gamba)
FERRUCCIO (e qui si entra nel territorio dei pesi massimi, per maggiori ragguagli chiedere alla pentola del rancio)

Posizione 4
MIMI (NB nelle note finalmente qualcuno si ricorda dei pernottamenti ferragostani al Tigo e rimarca il suo status di ORRENDO)

Posizione 3
SMRT (un artista del prosciugamento bottiglia, senza discriminazioni di sorta. Spazia dalla “bombetta” di Moretti alla maxi di Paulaner, dalla fiasca di Montenegro alla bottiglia di Braulio, senza disdegnare qualche bicchiere di miscugli come il gin tonic o la combinazione assassina Pampero - Pera)

Posizione 2
CAPITANO (ci sarà un motivo se si trova qua. Ha perfino portato a dormire il Mimi a casa sua…)

Posizione 1
TUTTI (beh, in effetti credo che questo sarà uno dei risultati che non creeranno polemiche o discussioni in bar)

Ed ora bando alle ciance e giungiamo finalmente ai premi “veri” con il MIGLIOR NUOVO ACQUISTO

Posizione 7
IO (come cantava Battisti “Ancora tu… Possibile???”)
IL PUBBLICO (pensiero carino e da segnalare da parte di chi ha inserito questo voto)
ARRIVERA’ IL PROSSIMO ANNO (azz… L’ottimismo è di casa come neanche all’Euronics!)
SPAGGIARI (per la ricetta originale del moijto)
BARBURIN (che all’anagrafe sarebbe poi Barbiani)
MIMIGNA (questo funambolico brasiliano/a ha giocato poco per problemi di tesseramento e di permesso di soggiorno)
THOMAS (un premio per l’impegno dimostrato dall’inizio alla fine)
MALESK (non mi è riuscita l’operazione “5 minuti in Seconda” ma prometto che io ci riuscirò prima che non Gene Gnocchi in Serie A)
PIDI (sgggggghhhhhhhhhhh. Ih ih ih ih ih ih)
TACO (vedi sotto)
MAURO (idem)
GIOVANNINO (ma questi 3 ce li avevamo già in casa…)

Posizione 6
CONTE (in campo non dava tanto nell’occhio ma i veri intenditori di calcio si sono ricordati di lui e lo hanno votato)

Posizione 5
TONI (no, non Luca Toni attualmente al Bayern Monaco ma il nostro direttore sportivo)

Posizione 4
MANU (il debutto col botto in Coppa Carnia – rete del pareggio e rigore decisivo – evidentemente ha lasciato il segno e lo piazza ai piedi del podio)

Posizione 3
MOLARO (incede fino al terzo posto accompagnato dal suono di cornamuse made in Tarcento. NB un commento extra recita PERCHE' E' CARINO. Una scelta squisitamente tecnica, insomma)
MAURIZIO (con un balzo dei suoi si issa sul terzo gradino)

Posizione 2
TOPPANO (non arriva il piazzamento di Top al top per un solo misero voto. L’avrebbe meritato!)

Posizione 1
COZZO (stavolta Simon evita il pari merito e sale in cima al podio tutto solo)

Ed ora il conto alla rovescia sta per giungere al termine. Preparatevi a scoprire chi è stato il migliore, THE BEST!

Posizione 9
IO (basta. Non se ne può più di questo anonimo dal superego pompato dagli steroidi)
THOMAS (visto che la tua dedizione non è passata inosservata? Ora puoi anche stracciare quell’iscrizione al corso di autostima)
ZANO (determinante all’andata contro il Ravascletto. E’ il primo portiere resiano a portare a casa i 3 punti nella categoria cadetta del Carnico)
MARINO (se non riceveva la nomination veniva a cercarvi a casa vostra e vi falciava. Ma non il prato del giardino, le caviglie!)
PIDI (pochi allenamenti ma un gol pesantissimo nel girone di ritorno contro l’Edera)
CAP (immancabile la presenza della “vecchia” quercia)
TOPPANO (come non votarlo ripensando alle giocate che ci ha fatto vedere?)
TACO (il naso rotto per la causa rossoblu è stato quotato pochino stavolta)

Posizione 8
SMRT (la tecnica dell’uomo bandiera, inteso come guardalinee, non si discute. La specialità della casa non è il dolce ma il rigore al… cucchiaio)
COZZO (piedi meno vellutati nel suo caso, ma del resto i difensori difficilmente sono tipi delicati)

Posizione 7
TONI (che stia preparando il grande ritorno, assieme alla folta colonia di Old Stars Pierino Malic, Pascutti senior, Gino Cec, Frank Petito, Saveris e via andare?)

Posizione 6
ELIO (aspettando di vedere il suo stop al volo con l’esterno, calamita comunque l’attenzione dei tifosi e si lascia dietro una concorrenza di tutto prestigio)
MAURIZIO (onnipresente. E’ in ogni classifica!)
MANU (tutti pensano alle doti di scorer del babbo e votano in massa anche per la “creatura”)

Posizione 5
CUSIC (lo ha detto il suo mentore Baba: “Ho trovato il mio erede” e Cusic ha fatto di tutto per dimostrarsi all’altezza di questa importante investitura. PS per evitare i crampi ricordati che le banane le devi mangiare tu, come ti ha detto il mister, e non devi darle alla scimmia del sabato sera)

Posizione 4
MAURO (non commento nemmeno, è THE KING. Anzi no, due righe le aggiungo. Devi a tutti la classica cena di pesce. Noi la aspettiamo… come del resto stiamo ancora attendendo le altre)

Posizione 3
SAVE (l’airone biondo vola alto anche in questa classifica. NB 2 annotazioni per lui. Una è la dicitura SINERETTA. No, non è un mio attacco di dislessia ma probabilmente qualche messaggio criptato indirizzato direttamente a lui e l'altra COSA AVETE CAPITO, E' UNA BATTUTA)

Posizione 2
GIOVANNINO (causa infortuni poche presenze per lui, ma tantissimo cuore e grinta e soprattutto QUEL gol nello spareggio…)

Posizione 1
ALESSIO (girone d’andata terminato con una rete, campionato finito ampiamente in doppia cifra e trascinando la squadra con le sue sgroppate. Fondamentale e mai così maturo come in questa annata)

giovedì 8 novembre 2007

GIULY, LISA, ASIA &...

Stavolta in volo non c'è un aquilotto rossoblu ma una cicogna con un fiocco azzurro.
Ieri sera è arrivato a tenere compagnia a Giuliano (come dimenticarsi di un portiere che è riuscito ad improvvisarsi anche goleador?), Lisa e alla sorellina Asia il piccolo Samuel Faleschini.
Complimenti alla pazienza della mamma che ha "prolungato" i tempi di circa una settimana, consentendo al Giuly di venire a vedere lo spareggio.
Congratulazioni a tutti e 4!

domenica 4 novembre 2007

FATE ARMI E BAGAGLI...


Preparate le valigie amici, si va a Praga.
Andiamo a Praga, Beppe!
Andiamo a Praga!
Andiamo a prenderci la cop... stop, wait, reverse the tape.
Andiamo a prenderci una bella tabella per festeggiare la salvezza.
Ecco di seguito i dettagli.
Periodo di svolgimento: da giovedì 6 a domenica 9 dicembre 2007.
Costo:
per 20 persone iscritte sono 340 euro a cranio
per 25 persone iscritte si scende a 315
per 30 lasciano spazio nel portafoglio 290 eurozzi
per 35 iscritti ci vogliamo rovinare e il pacchetto è proposto a 270 euro
Più iscritti ci sono e minore è la quota di partecipazione.
Termine ultimo per le prenotazioni:
6 novembre 2007
Chi contattare: the President, as usual.
Cellulare su cui disturbarlo 333 6169230
Programma:
6 dicembre
Partenza in autobus e viaggio verso Praga, dove avverrà la sistemazione presso un hotel 4 stelle in prossimità del centro.
Oltre alla sistemazione ci sarà anche la cena in hotel per la prima giornata.
7 dicembre
Colazione in hotel e ritrovo con la guida (voci di corridoio lasciano trapelare che si tratti di una lontana parente della famosissima Andreina) che durante la mattinata illustrerà alcuni scorci della città.
Pranzo e pomeriggio in libertà, mentre la cena è programmata all'interno di una tipica birreria.
La prima pivo è già inclusa nella quota.
8 dicembre
Colazione in hotel e poi tutti liberi, allo stato più brado possibile.
Intera giornata a disposizione, idem per il luogo in cui consumare il pranzo e la cena.
9 dicembre
Colazione in hotel e partenz per il rientro.
Sulla strada verso casa è prevista una tappa a Cesky Krumlov, antica cittadina medioevale tutelata dall'Unesco come patrimonio mondiale.
La città può essere visitata in totale libertà ed il pranzo si svolgerà in un locale caratteristico.
Si ripartirà poi alla volta dell'Italia, con rientro previsto in tarda serata.
Ulteriori precisazioni: la quota versata è inclusiva delle seguenti voci.
Viaggio in bus comprensivo di pedaggi e parcheggi, sistemazione in hotel cat . 4 stelle in camere doppie con bagno (pernottamento + prima colazione), cena in hotel del 1° giorno, 2 pasti in locali tipici comprensivi di una birra, guida per mezza giornata, polizza assicurativa contro infortuni in corso di viaggio, iva, tasse e percentuali di serivizio