Ok, siete stati sufficentemente esaurienti! Grazie raga
sabato 14 novembre 2009
giovedì 12 novembre 2009
ZANO DIXIT...

..."HAI VINTO UN VIAGGIO"
Anzi, due.
Perchè il Val Resia se ne va in Prima (il 2010 sta arrivando), ma prima tutti sul Magic Bus (Crookers docet, no Mattia?) questo sabato e rotta verso Barbe Blas, dove al fornello sarà impegnato un fratello.
Nevvero, Crast?
Ma prima varie (e numerose) soste a sorpresa.
Per le morose che vogliono venire piangenti a salutare i rispettivi compagni sventolando candidi fazzoletti bianchi partiamo alle 15 da Prato.
Torniamo?
Boh, e chi lo sa...
No ragazzi, smettetela di urlare dagli ultimi posti della corriera peggio di un branco di bambini in gita (ok Tosoni, tu puoi perchè hai l'età).
Non possiamo passare per Enemonzo sennò arriviamo in ritardo.
Un PS speciale per il Taco...
... vedi di raggiuncerci, perchè la gente come TE non CI deve mollare.
MAI!
mercoledì 4 novembre 2009
CLAMOROSO!!! ALESSIO BUTTOLO VA A MOGGIO...
...per aprire un cantiere.
Deve fugare svariati metri quadri di lavori di piastrellamento lasciati incompiuti da Marincilec.
Del resto non si può lavorare solo nei week end.
Deve fugare svariati metri quadri di lavori di piastrellamento lasciati incompiuti da Marincilec.
Del resto non si può lavorare solo nei week end.
domenica 25 ottobre 2009
7 GIORNI FA...
Cosa sarà mai successo il 18 ottobre 2009?
Qualche indizio in più qua:
Buon divertimento!
PS ieri consegna di una targa alla società da parte del consiglio comunale.
Dopodichè ci han nominati qualche cosa, ma non mi ricordo bene l'onoreficenza specifica.
Mi pare che adesso siamo tutti cavalieri dello zodiaco!
A parte Tosoni che è il gran visir di Legolandia
Il link qui sopra pare non sia più attivo, quindi ripubblico il tutto qui sotto ma non prima di avere ringraziato Ranieri per lo spazio originariamente concesso.
Here we go!
Antefatto uno
Domenica, 19 ottobre 2008
I giocatori del Val Resia escono sconfitti nel derby contro la capolista e rivale storica Pontebbana.
L’obiettivo di raggiungere quantomeno lo spareggio promozione se ne va, ma i ragazzi si tuffano comunque sotto la tribuna dei loro sostenitori ed escono ringraziando.
Alcuni già in campo, altri magari nella sacralità di quel tempio pagano che è lo spogliatoio non riescono a trattenere le lacrime.
Dopo aver concesso il giusto tempo per gli sfoghi, prende la parola Cristian Di Lenardo, quello che tutti chiamano anche nella vita di ogni giorno “Il Capitano” e dice: Tanto è solo rimandata, il prossimo anno andiamo su.
Domenica, 18 ottobre 2009
Sono trascorsi 364 giorni.
E’ lungo un anno.
Ma i ricordi tornano indietro, a tutto quello che c’è stato prima.
Quanti allenamenti, quanto sudore versato, quante domeniche sui prati verdi dopo la settimana di lavoro, quanti chilometri percorsi per andare a giocare…
Sempre tutti insieme.
E adesso mancano 90 minuti.
Quanto sono lunghi 90 minuti?
Fine primo tempo e il risultato non si schioda dallo 0-0.
Metà di quei 90 minuti se ne sono andati.
Ne rimangono soltanto 45.
L’Edera vince 2-1 sul proprio campo contro il pericolante Malborghetto.
Finisse adesso, sarebbero proprio loro ad essere promossi.
Quanto sono lunghi 45 minuti?
10 minuti: una palla che attraversa tutta l’area, sfila alle spalle di un giocatore resiano.
Ormai è quasi al lato opposto.
Ma gli opposti spesso si attraggono.
E infatti lì c’è Mattia Bellina, che spara un destro destinato a spegnersi sotto l’incrocio dei pali più lontano
Le emozioni invece non si riescono a “spegnere” in certe occasioni.
Nelle esultanze di giocatori e tifosi traspare tutta la gamma dei sentimenti: dallo sfogo di tensione e adrenalina ad abbracci fraterni, da urla belluine a pugni serrati in un silenzio di rabbiosa gioia.
Adesso siamo di nuovo avanti, adesso è di nuovo tutto nelle nostre mani.
Ma mancano 35 minuti.
Quanto sono lunghi 35 minuti?
85’: il Paluzza pareggia…
5 minuti alla fine.
“5-5” (i numeri, alle volte…) arriva subito l’aggiornamento sul parziale della partita Edera-Malborghetto, dove è coinvolta l’altra concorrente alla promozione.
Ma non è finita là. E tantomeno qua…
Però… In momenti come questi spesso non riesci a fare niente, nemmeno a pensare.
Rimani pietrificato.
Annunciare alla squadra che l’avversaria diretta pareggia e provare a tenere a nostra volta il punteggio in equilibrio?
E se poi… No, non ci vuoi nemmeno pensare ma sai che un gol del Paluzza o uno dell’Edera cambierebbero tutto.
Ma quella paura magari ti si insinua subdolamente sotto pelle e comincia a condizionarti…
Qualcuno in panchina viene sopraffatto dalle emozioni e versa qualche lacrima.
Ancora, dopo quelle del 2008.
… allora no, devi fare qualcosa per reagire.
Raccogli quella sfera, palla a centrocampo.
E’ come se tornassimo alle 15:00.
Quanto sono lunghi 90 minuti?
Ma adesso ne mancano appena 5.
Una manciata e, come accade da sempre, eterni quando devi difendere un vantaggio ma rapidissimi nello scivolare via se ti trovi nella condizione di dover realizzare un gol.
Tutto ricomincia.
Quanto sono lunghi 90 minuti?
Antefatto due.
Sabato, 2 maggio 2009
Alessio Buttolo segna il primo gol del Val Resia in questo campionato 2009.
Gol pesante, che frutta 3 punti nell’esordio casalingo contro il Ravascletto.
“The beginning is the end is the beginning” cantavano anni fa gli Smashing Pumpkins.
L’inizio è la fine. La fine è l’inizio.
Fast forward, avanti veloce.
Siamo all’ultima partita: è la fine.
Ma forse è anche di nuovo l’inizio.
Un paio di minuti sono trascorsi.
Ne mancano tre.
La terza categoria…
… il passato.
Un lungo passato.
33 anni di permanenza, prima della vittoria del campionato nel 2006.
“La storia siamo noi”, recitavano le magliette celebrative indossate dai giocatori al termine dell’ultima partita di quella magica stagione.
Se ne vanno altri 60 secondi.
Quanto sono lunghi 90 minuti?
E adesso ne mancano soltanto due.
La seconda categoria…
…il presente…
Due stagioni di permanenza ce le siamo già lasciate alle spalle.
Alla fine di questa mancano appena due minuti.
Anzi, uno solo, perché il tempo, senza che tu te ne accorga se ne va.
Ma aspetta…
Non è il solo ad andarsene.
No, se ne va anche Alessio Buttolo.
Va a trovare le ultime energie residue, che forse nemmeno lui sapeva di avere.
Va a trovare l’ennesimo scatto di questa stagione.
Va a trovare quel pallone lanciato nello spazio.
Va a trovare il diagonale che regala la vittoria.
E chi prima piangeva in panchina, adesso può versare altre lacrime, ma stavolta sono dolci.
Intanto Ale va ancora.
Va a trovare una signora che non può essere lasciata ad attendere: c’è la storia che lo aspetta…
…anzi no, Ale preferisce precisare.
Si sfila la maglia di gioco e la lancia. Sotto ne porta un’altra, con i colori rossoblu del Val Resia e una scritta che recita: La storia siamo NOI!!!
Lui, i compagni di squadra e tutti gli abitanti di una valle.
Domenica, 19 ottobre 2008
I giocatori del Val Resia escono sconfitti nel derby contro la capolista e rivale storica Pontebbana.
L’obiettivo di raggiungere quantomeno lo spareggio promozione se ne va, ma i ragazzi si tuffano comunque sotto la tribuna dei loro sostenitori ed escono ringraziando.
Alcuni già in campo, altri magari nella sacralità di quel tempio pagano che è lo spogliatoio non riescono a trattenere le lacrime.
Dopo aver concesso il giusto tempo per gli sfoghi, prende la parola Cristian Di Lenardo, quello che tutti chiamano anche nella vita di ogni giorno “Il Capitano” e dice: Tanto è solo rimandata, il prossimo anno andiamo su.
Domenica, 18 ottobre 2009
Sono trascorsi 364 giorni.
E’ lungo un anno.
Ma i ricordi tornano indietro, a tutto quello che c’è stato prima.
Quanti allenamenti, quanto sudore versato, quante domeniche sui prati verdi dopo la settimana di lavoro, quanti chilometri percorsi per andare a giocare…
Sempre tutti insieme.
E adesso mancano 90 minuti.
Quanto sono lunghi 90 minuti?
Fine primo tempo e il risultato non si schioda dallo 0-0.
Metà di quei 90 minuti se ne sono andati.
Ne rimangono soltanto 45.
L’Edera vince 2-1 sul proprio campo contro il pericolante Malborghetto.
Finisse adesso, sarebbero proprio loro ad essere promossi.
Quanto sono lunghi 45 minuti?
10 minuti: una palla che attraversa tutta l’area, sfila alle spalle di un giocatore resiano.
Ormai è quasi al lato opposto.
Ma gli opposti spesso si attraggono.
E infatti lì c’è Mattia Bellina, che spara un destro destinato a spegnersi sotto l’incrocio dei pali più lontano
Le emozioni invece non si riescono a “spegnere” in certe occasioni.
Nelle esultanze di giocatori e tifosi traspare tutta la gamma dei sentimenti: dallo sfogo di tensione e adrenalina ad abbracci fraterni, da urla belluine a pugni serrati in un silenzio di rabbiosa gioia.
Adesso siamo di nuovo avanti, adesso è di nuovo tutto nelle nostre mani.
Ma mancano 35 minuti.
Quanto sono lunghi 35 minuti?
85’: il Paluzza pareggia…
5 minuti alla fine.
“5-5” (i numeri, alle volte…) arriva subito l’aggiornamento sul parziale della partita Edera-Malborghetto, dove è coinvolta l’altra concorrente alla promozione.
Ma non è finita là. E tantomeno qua…
Però… In momenti come questi spesso non riesci a fare niente, nemmeno a pensare.
Rimani pietrificato.
Annunciare alla squadra che l’avversaria diretta pareggia e provare a tenere a nostra volta il punteggio in equilibrio?
E se poi… No, non ci vuoi nemmeno pensare ma sai che un gol del Paluzza o uno dell’Edera cambierebbero tutto.
Ma quella paura magari ti si insinua subdolamente sotto pelle e comincia a condizionarti…
Qualcuno in panchina viene sopraffatto dalle emozioni e versa qualche lacrima.
Ancora, dopo quelle del 2008.
… allora no, devi fare qualcosa per reagire.
Raccogli quella sfera, palla a centrocampo.
E’ come se tornassimo alle 15:00.
Quanto sono lunghi 90 minuti?
Ma adesso ne mancano appena 5.
Una manciata e, come accade da sempre, eterni quando devi difendere un vantaggio ma rapidissimi nello scivolare via se ti trovi nella condizione di dover realizzare un gol.
Tutto ricomincia.
Quanto sono lunghi 90 minuti?
Antefatto due.
Sabato, 2 maggio 2009
Alessio Buttolo segna il primo gol del Val Resia in questo campionato 2009.
Gol pesante, che frutta 3 punti nell’esordio casalingo contro il Ravascletto.
“The beginning is the end is the beginning” cantavano anni fa gli Smashing Pumpkins.
L’inizio è la fine. La fine è l’inizio.
Fast forward, avanti veloce.
Siamo all’ultima partita: è la fine.
Ma forse è anche di nuovo l’inizio.
Un paio di minuti sono trascorsi.
Ne mancano tre.
La terza categoria…
… il passato.
Un lungo passato.
33 anni di permanenza, prima della vittoria del campionato nel 2006.
“La storia siamo noi”, recitavano le magliette celebrative indossate dai giocatori al termine dell’ultima partita di quella magica stagione.
Se ne vanno altri 60 secondi.
Quanto sono lunghi 90 minuti?
E adesso ne mancano soltanto due.
La seconda categoria…
…il presente…
Due stagioni di permanenza ce le siamo già lasciate alle spalle.
Alla fine di questa mancano appena due minuti.
Anzi, uno solo, perché il tempo, senza che tu te ne accorga se ne va.
Ma aspetta…
Non è il solo ad andarsene.
No, se ne va anche Alessio Buttolo.
Va a trovare le ultime energie residue, che forse nemmeno lui sapeva di avere.
Va a trovare l’ennesimo scatto di questa stagione.
Va a trovare quel pallone lanciato nello spazio.
Va a trovare il diagonale che regala la vittoria.
E chi prima piangeva in panchina, adesso può versare altre lacrime, ma stavolta sono dolci.
Intanto Ale va ancora.
Va a trovare una signora che non può essere lasciata ad attendere: c’è la storia che lo aspetta…
…anzi no, Ale preferisce precisare.
Si sfila la maglia di gioco e la lancia. Sotto ne porta un’altra, con i colori rossoblu del Val Resia e una scritta che recita: La storia siamo NOI!!!
Lui, i compagni di squadra e tutti gli abitanti di una valle.
lunedì 19 ottobre 2009
PENSIERI IN LIBERTA'
(foto copyright Ranieri Furlan)5 minuti o, se preferite, 300 secondi per decidere una stagione.
E allora mi prendo altrettanto tempo per provare a raccontare quegli attimi.
Freestyle, stile libero, improvvisazione, perché il tempo è poco.
85’ pareggia il Paluzza e per un attimo i cuori rimangono in sospeso.
Ma poi riprendono a battere forte.
Per le emozioni e perché alla fine non vogliono smettere di crederci.
Fa freddo nel pomeriggio ma il gelo non cala dentro di noi.
I cuori sono caldi.
Ma intanto già qualche minuto se ne è andato.
Questo tempo tiranno se ne va, sfugge tra le dita, vola…
Ma non è il solo a volare.
No, vola anche Alessio.
Sì, perché quando scatta lui non si limita a correre.
E lo fa anche questa volta, eccolo è lì.
E tocca un pallone.
Il tempo ora si cristallizza, sembra il bullet time di Matrix.
Un fotogramma alla volta.
E allora mi prendo altrettanto tempo per provare a raccontare quegli attimi.
Freestyle, stile libero, improvvisazione, perché il tempo è poco.
85’ pareggia il Paluzza e per un attimo i cuori rimangono in sospeso.
Ma poi riprendono a battere forte.
Per le emozioni e perché alla fine non vogliono smettere di crederci.
Fa freddo nel pomeriggio ma il gelo non cala dentro di noi.
I cuori sono caldi.
Ma intanto già qualche minuto se ne è andato.
Questo tempo tiranno se ne va, sfugge tra le dita, vola…
Ma non è il solo a volare.
No, vola anche Alessio.
Sì, perché quando scatta lui non si limita a correre.
E lo fa anche questa volta, eccolo è lì.
E tocca un pallone.
Il tempo ora si cristallizza, sembra il bullet time di Matrix.
Un fotogramma alla volta.
Ale – la palla – il portiere - la porta…
Quattro corpi, disposti in questo esatto ordine.
Ma il destino può cambiare per dei piccoli dettagli.
E allora ecco che l’ordine di questi corpi danza, come spesso fa Ale in campo, e cambia.
Ale – il portiere – la palla – la porta.
E poi e poi…
Ale – il portiere, ma adesso palla e porta si sono fuse in un unico bellissimo disegno.
Anzi, un capolavoro.
La palla è rotolata dentro e adesso…
…adesso si chiude signori, ci sono solo un ragazzo biondo che corre e una folla festante che gli si fa incontro.
A dividerli una rete (metallica), ad unirli più di una rete ("calcistica"), ad unirli c'è la realizzazione di un sogno.
Siamo partiti con 5 minuti da raccontare, a scuola più di qualche 4 in matematica me lo sono preso ma se non mi sbaglio il terzo posto in Seconda categoria significa che andiamo in Prima.
Quattro corpi, disposti in questo esatto ordine.
Ma il destino può cambiare per dei piccoli dettagli.
E allora ecco che l’ordine di questi corpi danza, come spesso fa Ale in campo, e cambia.
Ale – il portiere – la palla – la porta.
E poi e poi…
Ale – il portiere, ma adesso palla e porta si sono fuse in un unico bellissimo disegno.
Anzi, un capolavoro.
La palla è rotolata dentro e adesso…
…adesso si chiude signori, ci sono solo un ragazzo biondo che corre e una folla festante che gli si fa incontro.
A dividerli una rete (metallica), ad unirli più di una rete ("calcistica"), ad unirli c'è la realizzazione di un sogno.
Siamo partiti con 5 minuti da raccontare, a scuola più di qualche 4 in matematica me lo sono preso ma se non mi sbaglio il terzo posto in Seconda categoria significa che andiamo in Prima.
E se invece sto solo sognando ad occhi aperti...
...bè a voi non costa niente farlo, quindi non svegliatemi!!!!!!!!!
DINO RISI, UNO DI NOI
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