Non poteva finire peggio il girone d’andata.
Sconfitta indiscutibile che costa l’imbattibilità interna, il tutto incorniciato da una partita davvero bruttissima (di ambedue le squadre).
Gli ospiti portano a casa 8 punti (3 dal campo e 5 sul viso di un povero giocatore colpito da Mauro, che finisce anzitempo negli spogliatoi per un rosso sacrosanto).
Il Timau è pericoloso già dopo il calcio d’inizio, la difesa chiude con affanno.
Secondo minuto, seconda azione e Timau in vantaggio.
Palla inoffensiva in area dopo una rimessa, vari lisci e svarioni finchè un nostro giocatore non prova a rinviare ma non sfiora neppure la sfera, mentre invece coglie nettamente le gambe di un avversario.
Rigore evidentissimo che viene calciato centralmente: Mauri per poco non riesce a ribatterlo di piede ma la palla si insacca ugualmente.
La strada si fa subito in salita.
La partita è noiosa e davvero brutta, la prima azione di calcio si vede al 26’.
4 passaggi con tocchi veloci lanciano Manu verso la porta, il difensore del Timau lo ferma in extremis con le cattive al limite dell’area e viene espulso.
La superiorità numerica però non porta a granchè.
Il Val Resia non riesce a costruire, l’assenza di Alessio incide in termini di verticalizzazione del gioco e i ritmi bassi consentono al Timau di disporre adeguatamente la propria difesa e ostruire ogni varco.L’azione più ricorrente sono continui batti e ribatti che non generano nemmeno dei “campanili” nella zona del centrocampo, ma ben più frequentemente sono proprio delle spazzate alla “Viva il parroco” in fallo laterale.
Sconfitta indiscutibile che costa l’imbattibilità interna, il tutto incorniciato da una partita davvero bruttissima (di ambedue le squadre).
Gli ospiti portano a casa 8 punti (3 dal campo e 5 sul viso di un povero giocatore colpito da Mauro, che finisce anzitempo negli spogliatoi per un rosso sacrosanto).
Il Timau è pericoloso già dopo il calcio d’inizio, la difesa chiude con affanno.
Secondo minuto, seconda azione e Timau in vantaggio.
Palla inoffensiva in area dopo una rimessa, vari lisci e svarioni finchè un nostro giocatore non prova a rinviare ma non sfiora neppure la sfera, mentre invece coglie nettamente le gambe di un avversario.
Rigore evidentissimo che viene calciato centralmente: Mauri per poco non riesce a ribatterlo di piede ma la palla si insacca ugualmente.
La strada si fa subito in salita.
La partita è noiosa e davvero brutta, la prima azione di calcio si vede al 26’.
4 passaggi con tocchi veloci lanciano Manu verso la porta, il difensore del Timau lo ferma in extremis con le cattive al limite dell’area e viene espulso.
La superiorità numerica però non porta a granchè.
Il Val Resia non riesce a costruire, l’assenza di Alessio incide in termini di verticalizzazione del gioco e i ritmi bassi consentono al Timau di disporre adeguatamente la propria difesa e ostruire ogni varco.L’azione più ricorrente sono continui batti e ribatti che non generano nemmeno dei “campanili” nella zona del centrocampo, ma ben più frequentemente sono proprio delle spazzate alla “Viva il parroco” in fallo laterale.
Nella ripresa la parità numerica è ristabilita dopo che Loris, ammonito per un fallo poco utile, riesce a prendere una ammonizione quantomeno poco furba per proteste.
La partita continua ad essere non giocata da entrambe le squadre ed è un vero strazio.
L'arbitro non riesce a tenere le redini del gioco quando si accende un parapiglia tra Mauro e il suo marcatore, continuando a lascir correre.
Sull'azione seguente Mauro rifila un brutto colpo all'avversario e si prende un rosso giustissimo, che gli costerà una squalifica di 4 giornate.
Poco dopo anche il Timaucleulis rimarrà in 9 ma non succederà comunque granchè (escludendo i rabbiosi tentativi dalla lunga distanza di Elio), perlomeno fino all' 83' quando Gerin fa vedere la seconda giocata di calcio dell'incontro: lanciato in contropiede supera Maurizio che prova a contrastarlo uscendo dall'area con un gran bel pallonetto.
0-2 finale e partita(ccia) che finisce così.
ILLEGIANA-VAL RESIA 3-1 (primo tempo 2-0)
Ancora un esodo a cui ho marcato visita.
Difesa in emergenza (Dere squalificato contro l'Ampezzo) e di fronte ad uno degli attacchi più letali della categoria non è esattamente una buona notizia.
L'Illegiana va al riposo sul doppio vantaggio (Ado Agostinis al 18', Alessandro Scarsini 18 minuti dopo).
Alessio prova a riaprire la contesa al 75', ma con il Val Resia proteso in avanti l'Illegiana si riporta sul doppio vantaggio con la rete di Jacopo Scarsini all'84'.
VAL RESIA-AMPEZZO 3-1 (primo tempo 2-0)
Scontro tra due formazioni retrocesse dalla Prima e con l'Ampezzo che non sta molto bene in termini di classifica nel momento in cui lo incontriamo.
Sono in ritardo per raggiungere il campo e quindi vado quasi a colpo sicuro per sapere come va chiamando il Taco.
E' iniziata più o meno da 10 minuti e Mauri ha già dovuto mettere 2 pezze, di cui una miracolosa, per evitare il gol beffa.
Sì e no il tempo di comunicarmi questo che Taco fa: Aspetta... 'spetta... Brida! Gol. Di testa!
E' il 15'.
Arrivo al campo, dopo il gol rompighiaccio il Val Resia ha i nervi più distesi e gioca bene.
Elio è un piacere da vedersi e fa dei numeri veramente degni della playstation (lui che non ce l'ha mai avuta. Altro che certi giovincelli che son bravi a calcio on screen, ma sul campo eccedono nei tentativi di "figate" pretenziose. La vecchia scuola resta sempre la migliore! E infatti il Cap sta convertendo bene Brida, come una saggia chiocia).
Con un gran assist Cugnaggio manda in porta Denis per il tiro ravvicinato che frutta il 2-0 al 35'.
L'Ampezzo si limita a lanciare dei lunghi palloni in avanti cercando uno scatto di Burba ma la difesa non lo lascia respirare, figuriamoci partire.
Le uniche due volte in cui prova ad accendersi costa delle ammonizioni al Dere, che esce anzitempo, ma con il risultato decisamente in ghiaccioperchè intanto al 65' Mauro spara dentro una punizione a due toccatagli da Save.
L'Ampezzo riduce le distanze all'ultimo minuto di recupero con un gran tiro di Alberto Spangaro, fuori forma e meno mobile rispetto ai tempi d'oro ma con un piede sempre notevole, che si infila sotto l'incrocio al 95'.
VERZEGNIS-VAL RESIA 1-2 (primo tempo 0-0)
Altra trasferta a cui ero assente e risultato di gran prestigio, contro una formazione accreditata tra le possibili promosse ad inizio anno.
Il risultato si sblocca con un raro ma sempre gradito gol del Dere (colpo di testa se non ricordo male i racconti) al 49'.
Il Verzegnis agguanta il pari nel finale con Boria che realizza all'81'.
Finita lì?
Nossignori, un paio di minuti dopo Ale si inventa uno slalom tra un paio di difensori e trova la stoccata dell' 1-2.
VAL RESIA-SAPPADA 1-0 (PRIMO TEMPO 1-0)
Mandate Gjova Goi alla prova del cuoco.
Quest’uomo continua a fare le nozze con i fichi secchi.
Prende i quattro ingredienti a disposizione (presente quando tornate a casa da una nottata di quelle folli e vorreste farvi almeno una clamorosa pasta aglio-olio-peperoncino, ma il frigo langue?)
Ecco, lui trova una (anzi un) cipolla di Oseacco, un po’ di strok stolvizzano (Ale e Mauri), da Beverly Crisacis ovviamente fanno gli sborni e gli mandano pregiato caviale (Manu), per la birra ci pensa Gniva (del resto con Save e i suoi molteplici bar non c’è difficoltà a reperirla).
Gjova aggiunge un po’ di spezie varie, recupera qualcosa che stava andando a male (l’ancora mezzo azzoppato Puschi), scarta le mele marce come Elio (scherzo, Cugno in realtà era squalificato e ci saluta tutti dal mare! Come lui, anche Denis può solo guardare da fuori per l’espulsione ingiusta comminatagli nella partita di Arta) e, in situazione di emergenza assoluta, riesce a mantenere l’inviolabilità del Rop e a guadagnare i 3 punti che portano il Val Resia a 14 punti.
14 punti che sono un bottino davvero grasso, visto che la mancanza di numerosi giocatori - soprattutto per infortunio ma non solo - è iniziata già in preparazione e, con l’avanzare del calendario non è certo migliorata, anzi!
Sta di fatto che, a inizio partita, un pari sarebbe stato preso come oro colato.
Poi si inizia a giocare e…
…anzi, no, un momento.
Prima di iniziare a giocare si presenta sul palco del Rop un nuovo idolo incontrastato, il numero 11 del Sappada.
Questo giocatore, capello rasato sui lati e cresta da ultimo mohicano (evidente il buon James Fenimore Cooper li aveva contati male) si appropinqua alla rete che delimita il campo e così, immotivatamente, caccia un urlo belluino molto apprezzato dai suoi supporter.
Ora, vi è mai capitato di avere un’epifania?
No, non la festività in cui, da piccoli, la befana vi portava i doni o il carbone, a seconda di come vi eravate comportati.
Una epifania, una rivelazione, una intuizione, insomma…
Ecco, dopo questa scena subito avverti quel prurito, quella sensazione sottopelle per cui automaticamente lo etichetti come uno di quei giocatori fumosi e non propriamente fenomenali.
Si avvererà poi tutto ciò?
Cavolo, se si avvererà.
Dicevamo…
All’inizio la speranza era di un pari, tipo 0-0 con catenaccio “vergognoso” ad oltranza.
Poi la partita comincia e nel giro di 10 minuti, Ale si presenta due volte solissimo davanti al portiere.
La prima ciabatta malamente sul fondo, come gli è capitato più volte in stagione e sempre con il risultato in bilico, mentre la seconda centra lo specchio della porta ma, un po’ per il calcio debole, un po’ per una gran intuizione del portiere che con la mano di richiamo riesce a parare, il risultato non si sblocca.
Ale deve recuperare in freddezza, mentre il sole scalda, eccome se scalda.
La difesa sappadina invece sbanda, oh quanto sbanda.
Si comincia così ad acquistare un po’ di fiducia.
Antonio ha mandato a quel paese per alcune ore i libri, dando maggior considerazione ai 3 punti in palio che alla terza prova.
Poi magari lo bocceranno, ma intanto era presente alla partita. E bravo Anto.
Sull’altra fascia Loris pompa parecchio in avanti e, anche se dopo 10 minuti si spompa per la fase di ripiego, quando attacca si rende sempre pericoloso, pur concedendo 3 o 4 volte delle intere praterie di spazio per gli avversari.
Ma tanto da quella parte c’è il mitico numero 11.
Visto che in difesa teniamo bene, un po’ chiunque a turno cerca di sforacchiare il portiere del Sappada.
Ci sono i tiri di Save e Loris su punizione che lo chiamano a due interventi davvero impegnativi, così come non sarà semplice la parata sul tentativo, sempre di Loris, di beffarlo direttamente da calcio d’angolo.
Arriva poi la terza occasione per Ale, ancora ben assisitito per smarcarlo e mandarlo in porta, ma il motore è ancora imballato.
Si vede che ha ancora il motore Ferrari e non il Red Bull.
O quantomeno LA Red Bull, di un altro illustre assente, anche lui in pit stop prolungato ai box per infortunio, cioè il Taco.
Quest’uomo continua a fare le nozze con i fichi secchi.
Prende i quattro ingredienti a disposizione (presente quando tornate a casa da una nottata di quelle folli e vorreste farvi almeno una clamorosa pasta aglio-olio-peperoncino, ma il frigo langue?)
Ecco, lui trova una (anzi un) cipolla di Oseacco, un po’ di strok stolvizzano (Ale e Mauri), da Beverly Crisacis ovviamente fanno gli sborni e gli mandano pregiato caviale (Manu), per la birra ci pensa Gniva (del resto con Save e i suoi molteplici bar non c’è difficoltà a reperirla).
Gjova aggiunge un po’ di spezie varie, recupera qualcosa che stava andando a male (l’ancora mezzo azzoppato Puschi), scarta le mele marce come Elio (scherzo, Cugno in realtà era squalificato e ci saluta tutti dal mare! Come lui, anche Denis può solo guardare da fuori per l’espulsione ingiusta comminatagli nella partita di Arta) e, in situazione di emergenza assoluta, riesce a mantenere l’inviolabilità del Rop e a guadagnare i 3 punti che portano il Val Resia a 14 punti.
14 punti che sono un bottino davvero grasso, visto che la mancanza di numerosi giocatori - soprattutto per infortunio ma non solo - è iniziata già in preparazione e, con l’avanzare del calendario non è certo migliorata, anzi!
Sta di fatto che, a inizio partita, un pari sarebbe stato preso come oro colato.
Poi si inizia a giocare e…
…anzi, no, un momento.
Prima di iniziare a giocare si presenta sul palco del Rop un nuovo idolo incontrastato, il numero 11 del Sappada.
Questo giocatore, capello rasato sui lati e cresta da ultimo mohicano (evidente il buon James Fenimore Cooper li aveva contati male) si appropinqua alla rete che delimita il campo e così, immotivatamente, caccia un urlo belluino molto apprezzato dai suoi supporter.
Ora, vi è mai capitato di avere un’epifania?
No, non la festività in cui, da piccoli, la befana vi portava i doni o il carbone, a seconda di come vi eravate comportati.
Una epifania, una rivelazione, una intuizione, insomma…
Ecco, dopo questa scena subito avverti quel prurito, quella sensazione sottopelle per cui automaticamente lo etichetti come uno di quei giocatori fumosi e non propriamente fenomenali.
Si avvererà poi tutto ciò?
Cavolo, se si avvererà.
Dicevamo…
All’inizio la speranza era di un pari, tipo 0-0 con catenaccio “vergognoso” ad oltranza.
Poi la partita comincia e nel giro di 10 minuti, Ale si presenta due volte solissimo davanti al portiere.
La prima ciabatta malamente sul fondo, come gli è capitato più volte in stagione e sempre con il risultato in bilico, mentre la seconda centra lo specchio della porta ma, un po’ per il calcio debole, un po’ per una gran intuizione del portiere che con la mano di richiamo riesce a parare, il risultato non si sblocca.
Ale deve recuperare in freddezza, mentre il sole scalda, eccome se scalda.
La difesa sappadina invece sbanda, oh quanto sbanda.
Si comincia così ad acquistare un po’ di fiducia.
Antonio ha mandato a quel paese per alcune ore i libri, dando maggior considerazione ai 3 punti in palio che alla terza prova.
Poi magari lo bocceranno, ma intanto era presente alla partita. E bravo Anto.
Sull’altra fascia Loris pompa parecchio in avanti e, anche se dopo 10 minuti si spompa per la fase di ripiego, quando attacca si rende sempre pericoloso, pur concedendo 3 o 4 volte delle intere praterie di spazio per gli avversari.
Ma tanto da quella parte c’è il mitico numero 11.
Visto che in difesa teniamo bene, un po’ chiunque a turno cerca di sforacchiare il portiere del Sappada.
Ci sono i tiri di Save e Loris su punizione che lo chiamano a due interventi davvero impegnativi, così come non sarà semplice la parata sul tentativo, sempre di Loris, di beffarlo direttamente da calcio d’angolo.
Arriva poi la terza occasione per Ale, ancora ben assisitito per smarcarlo e mandarlo in porta, ma il motore è ancora imballato.
Si vede che ha ancora il motore Ferrari e non il Red Bull.
O quantomeno LA Red Bull, di un altro illustre assente, anche lui in pit stop prolungato ai box per infortunio, cioè il Taco.
Per segnare ci vuole un rigore (arriva al 39') su un presunto tocco di mano di un difensore che, stando all'arbitro, nel gettarsi in scivolata porta via la palla ad Alessio solamente col braccio.
Ale sul dischetto non si fa prendere dalla frenesia e supera il portiere per l'1-0.
E dire che poco prima (35') un tiro deviato di Piller Roner poteva risultare fatale, ma Maurizio con una gran parata aveva mantenuto il risultato in equilibrio.
Nella ripresa, al 48', la prima opportunità è per Manu.
Il bello è che oggi non gioca punta, ma centrocampista a schermare la difesa.
Con degli scambi rapidi parte in coast to coast e il portiere gli prende di piede il pallone del raddoppio.
Mauri salva (il vantaggio stavolta) con una bella uscita al 75'.
Il finale potrebbe essere un po' più tranquillo, ma Brida incredibilmente spara sul fondo a vuoto all'83'.
La difesa rossoblu però non concede nulla e vengono conquistati 3 pesantissimi punti.
giovedì 30 giugno 2011
IL MAXI RECUPERO (ARTA TERME e EDERA)
Cominciamo dalla più recente.
ARTA TERME-VAL RESIA 2-1 (primo tempo 1-0)
Ad Arta non c’ero, è finita 2-1 per i padroni di casa che sono passati in vantaggio nel recupero del primo tempo (shit!), poi hanno raddoppiato nella ripresa, avvantaggiati anche dall’ingiusta espulsione per doppio giallo sanzionata a Denis che ci ha lasciati in inferiorità numerica per oltre mezzora.
Nel recupero finale Elio accorcia, ma troppo tardi per riuscire a ribaltare il risultato.
VAL RESIA-EDERA 1-1 (primo tempo 1-0)
Se 2 anni fa Val Resia-Edera è stato uno dei duelli per la lotta promozione, in questa fase di campionato l’incontro trova le due squadre attestate a metà classifica, in cerca di punti per consolidare una posizione di sicurezza ed evitare di essere nuovamente avviluppate dai tentacoli delle squadre che seguono e trascinate verso la zona retrocessione.
Perché se le aspettative della gente possono essere alte, talvolta magari anche esagerate (la promozione, per non usare tanti giri di parole), non bisogna dimenticare (e quindi mangiate tanto pece, che contiene fosforo. Pesce, come quello della cena che Manu deve a me e Gio da almeno un annetto e mezzo) che la storia del Carnico è ricca di squadre che hanno fatto il doppio salto diretto dalla Prima alla Terza.
Perciò antenne belle dritte e gran attenzione in ogni incontro.
Manca Ale, infortunatosi dopo neppure 40 minuti a Raveo, pertanto in attacco spazio a Mauro e Manu.
Ora come ora è passato un po’ di tempo da quando avevo cominciato ad imbastire l’articolo e quindi non ricordo granchè (oggi che lo completo è il 29 agosto, la partita era il 12 giugno… fate un po’ voi).
Non dimentico di certo il gol di MAnu, che scatta bene evitando il fuorigioco e, una volta davanti a Candido attende quella che sembra un’eternità per calciare ed infilarlo sotto le gambe. Il minuto era al 40’.
All’ultimo secondo del primo tempo punizione dal limite calciata da De Luisa che la mette sotto la nostra barriera, salterina come quei pupazzi a molla chiusi nella scatola.
La palla esce di un soffio, quello decisivo fatto da Mauri per spostare un pallone che in altro modo sarebbe stato impossibile da prendere per lui.
Nella ripresa a 20-25 minuti dalla fine, inizia l’ecatombe.
Antonio si ferma per i crampi, altri cedono alla stanchezza o a qualche colpo ricevuto.
I sostituti corrono, anche se non sempre con costrutto e il calo qualitativo è inevitabile e notevole.
L’Edera avanza così di parecchio il baricentro, costringendo la difesa a fare gli straordinari.
Alla fine De Luisa, portato dal ruolo difensivo a quello di centrocampista, riesce ad avanzare senza trovare opposizioni di sorta, mirare e inquadrare la porta con un esterno punta maligno, quasi da calcetto, che si insacca a fil di palo.
L’Edera agguanta così in extremis il pari. Gjova Goi tenta il tutto per tutto inserendo per i 4 minuti di recupero un claudicante ma motivato Giovannino, a cui viene indirizzato un lancio che, in condizioni anche solo normali, lo avrebbe spedito in porta ma, visti gli acciacchi che lo hanno tenuto lontano praticamente da subito dal campo, non riesce ad agganciare.
Ultimo possibile arrembaggio che sfuma così, un po’ come i 3 punti quasi acciuffati.
ARTA TERME-VAL RESIA 2-1 (primo tempo 1-0)
Ad Arta non c’ero, è finita 2-1 per i padroni di casa che sono passati in vantaggio nel recupero del primo tempo (shit!), poi hanno raddoppiato nella ripresa, avvantaggiati anche dall’ingiusta espulsione per doppio giallo sanzionata a Denis che ci ha lasciati in inferiorità numerica per oltre mezzora.
Nel recupero finale Elio accorcia, ma troppo tardi per riuscire a ribaltare il risultato.
VAL RESIA-EDERA 1-1 (primo tempo 1-0)
Se 2 anni fa Val Resia-Edera è stato uno dei duelli per la lotta promozione, in questa fase di campionato l’incontro trova le due squadre attestate a metà classifica, in cerca di punti per consolidare una posizione di sicurezza ed evitare di essere nuovamente avviluppate dai tentacoli delle squadre che seguono e trascinate verso la zona retrocessione.
Perché se le aspettative della gente possono essere alte, talvolta magari anche esagerate (la promozione, per non usare tanti giri di parole), non bisogna dimenticare (e quindi mangiate tanto pece, che contiene fosforo. Pesce, come quello della cena che Manu deve a me e Gio da almeno un annetto e mezzo) che la storia del Carnico è ricca di squadre che hanno fatto il doppio salto diretto dalla Prima alla Terza.
Perciò antenne belle dritte e gran attenzione in ogni incontro.
Manca Ale, infortunatosi dopo neppure 40 minuti a Raveo, pertanto in attacco spazio a Mauro e Manu.
Ora come ora è passato un po’ di tempo da quando avevo cominciato ad imbastire l’articolo e quindi non ricordo granchè (oggi che lo completo è il 29 agosto, la partita era il 12 giugno… fate un po’ voi).
Non dimentico di certo il gol di MAnu, che scatta bene evitando il fuorigioco e, una volta davanti a Candido attende quella che sembra un’eternità per calciare ed infilarlo sotto le gambe. Il minuto era al 40’.
All’ultimo secondo del primo tempo punizione dal limite calciata da De Luisa che la mette sotto la nostra barriera, salterina come quei pupazzi a molla chiusi nella scatola.
La palla esce di un soffio, quello decisivo fatto da Mauri per spostare un pallone che in altro modo sarebbe stato impossibile da prendere per lui.
Nella ripresa a 20-25 minuti dalla fine, inizia l’ecatombe.
Antonio si ferma per i crampi, altri cedono alla stanchezza o a qualche colpo ricevuto.
I sostituti corrono, anche se non sempre con costrutto e il calo qualitativo è inevitabile e notevole.
L’Edera avanza così di parecchio il baricentro, costringendo la difesa a fare gli straordinari.
Alla fine De Luisa, portato dal ruolo difensivo a quello di centrocampista, riesce ad avanzare senza trovare opposizioni di sorta, mirare e inquadrare la porta con un esterno punta maligno, quasi da calcetto, che si insacca a fil di palo.
L’Edera agguanta così in extremis il pari. Gjova Goi tenta il tutto per tutto inserendo per i 4 minuti di recupero un claudicante ma motivato Giovannino, a cui viene indirizzato un lancio che, in condizioni anche solo normali, lo avrebbe spedito in porta ma, visti gli acciacchi che lo hanno tenuto lontano praticamente da subito dal campo, non riesce ad agganciare.
Ultimo possibile arrembaggio che sfuma così, un po’ come i 3 punti quasi acciuffati.
Diciamo che tra l’incontro di oggi e quello di Raveo si è raccolto molto meno di quanto meritato.
domenica 5 giugno 2011
RAPID-VAL RESIA
Una introduzione veloce veloce solo per dire che oggi pomeriggio un pari varrebbe oro colato.
Se poi dal cielo dovessero colare (furlanamente parlando) dei punti in più, tanto meglio.
Ma, detto in tutta obiettività, probabilmente questa sarà la partita più dura fra quelle affrontate finora.
Se poi dal cielo dovessero colare (furlanamente parlando) dei punti in più, tanto meglio.
Ma, detto in tutta obiettività, probabilmente questa sarà la partita più dura fra quelle affrontate finora.
Sfida nella sfida è sicuramente l’incrocio con il Mimi che, dopo tanti anni in rossoblu, oggi gioca da avversario.
E, pur eccedendo presentandosi con il 10, fa una gran partita a tal punto da risultare decisivo per i suoi con l’assist vincente che decide l’incontro.
Quand’era con noi invece faceva solo autogol. Ce raze di roc!
Che il Mimi sia motivato si vede subito.
Dopo 3 minuti si infila tra le maglie della difesa e, davanti a Mauri, prova la deviazione vincente che però il nostro portiere gli blocca.
La beffa però, come anticipato, arriverà comunque più tardi.
Elio, che non avrebbe dovuto nemmeno giocare, è stoicamente in campo e ci rimarrà per tutti i 90 minuti più recupero, correndo parecchio e ben giocando.
Mica male per uno che nemmeno 24 ore prima ha finito di sciropparsi i 45 chilometri di “Estremamente Parco”.
Mauro, suo compagno di avventura, dà forfait mentre Manu parte dalla panchina.
Ma anche lui non avrà modo di riposarsi granchè, perché dopo neanche 40 minuti Alessio si fa male ed è costretto ad uscire anzitempo.
In precedenza era riuscito a sciupare una occasione da gol clamorosa: con il portiere piazzato malissimo e che gli “regala” la libertà di calciare nello specchio di porta vuoto, Ale preferisce avanzare di qualche metro ma poi finisce per calciare una sbananata che termina sul fondo.
Il primo tempo è piuttosto noioso e privo di emozioni degne di nota.
Cap giganteggia a centrocampo, recuperando palloni e aprendo il gioco, mentre Ciorba, alla prima presenza stagionale ara il campo come un trattore.
Peccato che la prima presenza verosimilmente resterà tale perché anche lui, al pari di Ale, uscirà anzitempo per acciacchi.
E sempre per rimanere in ambito Cec, Save ad inizio ripresa, sullo 0-0, lo imita nel… non cadere in area dopo che il Mimi lo colpisce con un calcio sulla tibia.
Sarebbe rigore ma siccome non va giù l’arbitro applica correttamente il vantaggio che conduce ad una conclusione efficacemente contrastata dalla difesa.
Il Rapid passa in vantaggio con una dormita difensiva dell’esterno destro: il Mimi scodella in area da posizione innocua una palombella, la marcatura del terzino che si inserisce è un optional e questi incorna da pochi passi.
Mauri sfodera una parata miracolosa ma la fortuna non gli arride di certo perché la palla arriva tra i piedi dell’avversario che stavolta insacca da pochi passi.
Dopo il vantaggio dei padroni di casa parte l’arrembaggio.
Le occasioni ci sono e anche in quantità cospicua ma, vuoi per pochi centimetri, vuoi per le manone del loro portiere, la palla non entra.
Solo per citare qualche esempio…
Colpo di testa di Cap bloccato sulla linea di porta, diagonale di Denis indirizzato all’angolino basso opposto deviato con la punta delle dita in corner, assistenza di Save per Cap liberissimo in mezzo all’area che si gira benissimo ma non inquadra lo specchio.
Niente da fare e un punto che sarebbe stato meritato sfugge di mano. Peccato!
E, pur eccedendo presentandosi con il 10, fa una gran partita a tal punto da risultare decisivo per i suoi con l’assist vincente che decide l’incontro.
Quand’era con noi invece faceva solo autogol. Ce raze di roc!
Che il Mimi sia motivato si vede subito.
Dopo 3 minuti si infila tra le maglie della difesa e, davanti a Mauri, prova la deviazione vincente che però il nostro portiere gli blocca.
La beffa però, come anticipato, arriverà comunque più tardi.
Elio, che non avrebbe dovuto nemmeno giocare, è stoicamente in campo e ci rimarrà per tutti i 90 minuti più recupero, correndo parecchio e ben giocando.
Mica male per uno che nemmeno 24 ore prima ha finito di sciropparsi i 45 chilometri di “Estremamente Parco”.
Mauro, suo compagno di avventura, dà forfait mentre Manu parte dalla panchina.
Ma anche lui non avrà modo di riposarsi granchè, perché dopo neanche 40 minuti Alessio si fa male ed è costretto ad uscire anzitempo.
In precedenza era riuscito a sciupare una occasione da gol clamorosa: con il portiere piazzato malissimo e che gli “regala” la libertà di calciare nello specchio di porta vuoto, Ale preferisce avanzare di qualche metro ma poi finisce per calciare una sbananata che termina sul fondo.
Il primo tempo è piuttosto noioso e privo di emozioni degne di nota.
Cap giganteggia a centrocampo, recuperando palloni e aprendo il gioco, mentre Ciorba, alla prima presenza stagionale ara il campo come un trattore.
Peccato che la prima presenza verosimilmente resterà tale perché anche lui, al pari di Ale, uscirà anzitempo per acciacchi.
E sempre per rimanere in ambito Cec, Save ad inizio ripresa, sullo 0-0, lo imita nel… non cadere in area dopo che il Mimi lo colpisce con un calcio sulla tibia.
Sarebbe rigore ma siccome non va giù l’arbitro applica correttamente il vantaggio che conduce ad una conclusione efficacemente contrastata dalla difesa.
Il Rapid passa in vantaggio con una dormita difensiva dell’esterno destro: il Mimi scodella in area da posizione innocua una palombella, la marcatura del terzino che si inserisce è un optional e questi incorna da pochi passi.
Mauri sfodera una parata miracolosa ma la fortuna non gli arride di certo perché la palla arriva tra i piedi dell’avversario che stavolta insacca da pochi passi.
Dopo il vantaggio dei padroni di casa parte l’arrembaggio.
Le occasioni ci sono e anche in quantità cospicua ma, vuoi per pochi centimetri, vuoi per le manone del loro portiere, la palla non entra.
Solo per citare qualche esempio…
Colpo di testa di Cap bloccato sulla linea di porta, diagonale di Denis indirizzato all’angolino basso opposto deviato con la punta delle dita in corner, assistenza di Save per Cap liberissimo in mezzo all’area che si gira benissimo ma non inquadra lo specchio.
Niente da fare e un punto che sarebbe stato meritato sfugge di mano. Peccato!
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